Stidda a Brescia, “accuse confermate”: chiesto processo per coinvolti in “Leonessa”

 
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Gela. Devono andare a processo. La richiesta è arrivata dai banchi dell’accusa nell’udienza preliminare, scaturita dall’inchiesta antimafia “Leonessa”. I pm antimafia lombardi, sono certi che la stidda era riuscita a fare base nella zona di Brescia e che si sarebbe finanziata con gli introiti di un sistema milionario di compensazioni illecite. L’inchiesta è stata coordinata dai pm Paolo Savio e Carlo Nocerino. Questa mattina, davanti al gup Riccardo Moreschi, la richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata nel primo troncone della maxi udienza preliminare, che coinvolge più di cento imputati. Le accuse sono mosse a Rosario Marchese, Salvatore Antonuccio, Giuseppe Arabia, Antonella Balocco, Mario Burlò, Giuseppe Cammalleri, Gianfranco Casassa, Danilo Cassisi, Angelo Fiorisi, Carmelo Giannone, Giovanni Interlicchia, Giuseppe Nastasi, Roberto Raniolo, Salvatore Sambito, Corrado Savoia, Alessandro Scilio, Francesco Scopece e Luca Verza. Da quanto emerso, gli stiddari che avrebbero fiutato l’affare delle compensazioni si sarebbero affidati al giovane consulente Rosario Marchese, che intanto aveva avviato diverse attività imprenditoriali nella zona. Sarebbe stato creato un sistema assai fitto per frodare il fisco e incassare importi consistenti per servizi assicurati a centinaia di aziende, anche piuttosto avviate e con fatturati all’apparenza solidi.

Marchese, anche durante le indagini e in aula, ha ammesso diverse contestazioni, tracciando le attività che avrebbe svolto per favorire le aziende. Ha però sempre negato di essere un affiliato ad organizzazioni mafiose. Secondo gli investigatori, sarebbe stato affiancato da alcuni presunti complici, che avrebbero operato da procacciatori, nel tentativo di allargare la rete delle compensazioni e delle consulenze alle aziende. Dietro a tutto, secondo l’antimafia bresciana, ci sarebbe stato il marchio degli stiddari. I difensori degli imputati si sono opposti alla richiesta di rinvio a giudizio (solo alcuni imputati hanno optato per il rito abbreviato). I pm replicheranno alla prossima udienza. Tra i difensori degli imputati, almeno in questo primo blocco dell’udienza preliminare, ci sono gli avvocati Giacomo Ventura, Flavio Sinatra, Giovanna Zappulla, Davide Limoncello e Sinuhe Curcuraci.

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