Striscione contro Fasulo e Panebianco, ambientalisti a processo: sono accusati di diffamazione

 
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Il commissario dell'Ato Panebianco e l'ex sindaco Angelo Fasulo

Gela. Sarebbero stati diffamati dal contenuto di uno striscione che quattro anni fa venne esposto da un gruppo di ambientalisti nei pressi dell’area antistante Palazzo di giustizia. Con quel sit-in improvvisato si chiedeva ai magistrati della procura di avviare indagini su presunte irregolarità nel sistema di gestione dei rifiuti, chiamando in causa l’allora sindaco Angelo Fasulo e l’attuale commissario liquidatore dell’Ato Cl2 Giuseppe Panebianco, che per questa ragione hanno presentato denunce ritenendosi appunto diffamati. A processo sono finiti gli ambientalisti Saverio Di Blasi ed Emanuele Amato oltre all’ex dirigente del Comune Roberto Sciascia (sono difesi dagli avvocati Salvo Macrì, Joseph Donegani e Sergio Sparti). Davanti al giudice Antonio Fiorenza, sono stati sentiti due poliziotti, uno in servizio alla Digos, chiamati ad intervenire dopo la segnalazione dello striscione. Le difese hanno cercato di approfondire temi come quello del contenuto dello striscione esposto ma anche il punto sull’identificazione degli eventuali organizzatori. Per i legali degli imputati si sarebbe trattato di una protesta comunque priva di contenuti denigratori.

L’ex sindaco e il commissario liquidatore invece sono parti civili, rappresentati dagli avvocati Marco Granvillano (che assiste anche l’Ato rifiuti) e Rocco Scicolone. Il procedimento nei mesi scorsi è stato riunito ad un altro nel quale è imputato Di Blasi per fatti analoghi.

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