Subirono le pressioni dei clan, tre autotrasportatori accusati di falsa testimonianza: il giudice si astiene

 
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Gela. Ha già emesso un verdetto su un filone processuale partito proprio dalle loro dichiarazioni.


Cambia il giudice. Il presidente del tribunale Paolo Fiore ha accolto la richiesta di astenersi dalla trattazione del nuovo procedimento avanzata dal giudice dell’udienza preliminare Lirio Conti. Davanti al gup, ci sono tre autotrasportatori, in passato titolari di un’agenzia locale. Sono accusati di falsa testimonianza. Un procedimento scattato dopo che alcuni dei loro presunti estorsori ottennero un verdetto di assoluzione. I magistrati della procura, quindi, hanno avviato verifiche sulle dichiarazioni rese dagli stessi autotrasportatori, ipotizzando l’accusa di falsa testimonianza. Adesso, il procedimento passa di mano e verrà trattato dal giudice Marica Marino che dovrebbe pronunciarsi a settembre. I tre e i loro legali, gli avvocati Giacomo Ventura, Tommaso Vespo e Renata Accardo, hanno sempre respinto l’accusa. Proprio gli allora titolari dell’agenzia di autotrasporto finirono nel vortice di un’inchiesta antimafia, accusati di essere il tramite dei clan locali. Alla fine, però, sono stati definitivamente assolti, dopo aver dimostrato di essere solo vittime delle imposizioni che arrivavano dalle cosche. Adesso, però, devono rispondere di presunte false dichiarazioni.

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