Superato il blocco, in nottata diversi trasfertisti rientrati in città: isolamento in abitazioni rurali

 
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Molti furgoni con gli operai erano stati bloccati a Villa San Giovanni

Gela. Sono stati lunghi giorni di attesa per tanti trasfertisti che senza più un contratto di lavoro si sono visti costretti a ritornare in città, in una fase di estrema gravità. Con la minaccia Covid-19 che incombe da settimane, il rientro è subito parso molto complicato, soprattutto per quei lavoratori, che seppur senza sintomi, provengono da Regioni di massima diffusione o dall’estero. In nottata, almeno quattro furgoni sono arrivati in città, dopo il via libera delle autorità. Sarebbero almeno ventotto gli operai rientrati. I carabinieri avrebbero effettuato controlli per accertarne l’identità. L’arrivo verrà segnalato ad Asp, procura e prefettura, così da monitorarli. I lavoratori avrebbero già a loro disposizione alcune abitazioni, in aree rurali. Sarà in quegli immobili che trascorreranno, in isolamento, il periodo di quarantena, senza contatti con le famiglie. Diversi operai, negli ultimi giorni, si sono trovati in una sorta di vicolo cieco. Senza più contratto, non erano in condizione di rimanere nelle zone che ospitavano i cantieri; allo stesso tempo, molti di loro si sono trovati davanti allo sbarramento predisposto tra Calabria e Sicilia, almeno per quelli che hanno tentato il ritorno con mezzi privati.

Avevano lasciato la città per lavorare, seppur con contratti a termine, e si sono trovati in mezzo a tensioni, alimentate dalla paura generalizzata e da disposizioni non così chiare, denunciate anche dal sindacato.

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