Talassemici abbandonati invocano audizione, La Rocca: “dichiarazione di imbarazzo”

 
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Nella foto in alto, da sinistra, Renato Nicosia e Salvatore Di Caro della Late

Gela. Un’audizione con la commissione regionale Sanità per sopperire alle troppe lacune legate alla cura dei talassemici nel territorio. Ad ottenerla è stata la Late “Maurizio Nicosia”, presieduta da Salvatore Di Caro, spinta dalla necessità di colmare almeno quattro aspetti che incidono particolarmente sul malcontento dei talassemici e sostenuta dal solo deputato regionale Giuseppe Arancio in rappresentanza del territorio. Molte delle accuse nascono da carenze dell’ospedale “Vittorio Emanuele”, diretto dal palermitano Luciano Fiorella, e riguardano in particolare l’assenza di medici nel centro trasfusionale e la scelta del management dell’Asp cl2 di decentrare la lavorazione del sangue al “Sant’Elia” di Caltanissetta. Ormai da oltre tre anni l’ospedale di via Palazzi non garantisce la lavorazione del sangue in barba alla particolare incidenza dei soggetti talassemici in città.

Si è discusso anche della dubbia prassi dell’ospedale “Cervello” di Palermo, centro di riferimento regionale della talassemia, di non tenere conto degli spostamenti e convocare nella stessa giornata i soggetti da ricoverare per attività programmate. “Siamo in balia dei medici – accusa Salvatore Di Caro – Quando chiamano dobbiamo fare finta di non avere una vita. Siamo costretti a lasciare la famiglia e pretendere dal datore di lavoro almeno una settimana di ferie non programmata. Un disagio – conclude il presidente della Late – evitabilissimo con una banale programmazione dei ricoveri”.

La Libera associazione talassemici emopatici ha chiesto, inoltre, il potenziamento delle apparecchiature in dotazione al “Vittorio Emanuele” con l’acquisto di un ecografo capace di garantire l’accesso venoso ecoguidato, indispensabile ad effettuare una corretta e veloce terapia di aferesi. “Se i problemi fossero stati risolti per tempo – ammonisce Margherita La Rocca, presidente della commissione regionale Sanità – non ci sarebbe stato bisogno dell’audizione”, tuona contro le dichiarazioni di Walter Messina, direttore generale “Villa Sofia – Cervello” di Palermo. Quest’ultimo, imbarazzato dalle lecite denunce mosse dalla Late, si è detto pronto “ad adottare tutte le misure idonee per la risoluzione della problematica e si riserva di valutare l’acquisto di un secondo apparecchio per l’accesso venoso”. Le parole del direttore dell’Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, pesano come un copione sentito ormai troppe volte dal suo insediamento. Il direttore ha solo annunciato risvolti positivi in tempi celeri aggiungendo che “la problematica della lavorazione del sangue a Caltanissetta – evidenzia – non incide sulla tempistica”.  

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