“Tempi certi per malattie infettive non possiamo più attendere”, Farruggia: “Mancano dispositivi per operatori”

 
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Il consigliere comunale Virginia Farruggia

Gela. Un rafforzamento dei tamponi, da estendere anche agli asintomatici, e tempi certi per l’avvio del reparto di malattie infettive al “Vittorio Emanuele”. Il consigliere comunale del Movimento cinque stelle Virginia Farruggia aveva avanzato queste proposte già prima della fase acuta dell’emergenza Covid-19 e torna a ribadirle. “L’unico modo per controllare il virus è fare i tamponi, anche agli asintomatici, monitorare la popolazione ed isolare i casi positivi – spiega – l’ho detto al sindaco all’ultimo consiglio comunale, quando è venuto a riferire dopo un vertice dal prefetto. Ad oggi, aspettiamo ancora che il reparto di malattie infettive venga attivato, l’ho chiesto per più di tre anni e l’ho sollecitato al primo cittadino in occasione del consiglio comunale, così come ho sollecitato che i tamponi si facciano a Gela. In altri comuni ed in altre regioni di Italia, si sta già facendo, come da raccomandazione dell’Oms, altri metodi di contenimento non ce ne sono”. Un altro passaggio obbligato è la tutela massima degli operatori sanitari, che in ospedale continuano a lavorare senza i necessari presidi di sicurezza. “Nella struttura ospedaliera non solo non sono ancora stati previsti tamponi per il personale medico-infermieristico, ma operano in totale assenza di dispositivi di protezione individuale, come mascherine e quanto altro sia necessario – aggiunge – il personale sanitario è esposto al contagio senza un minimo di precauzione. Anche gli operatori dell’assistenza domiciliare che prestano servizio per conto dell’Asp, presso i malati gravi e gravissimi, non sono stati dotati di dispositivi di protezione individuale mettendo a rischio sé stessi ma soprattutto tanti immunodepressi che non possono sospendere le terapie domiciliari”.

Se il contagio dovesse diffondersi sul territorio, secondo la grillina le conseguenze potrebbero essere drammatiche. “Non si può perdere altro tempo. Al nord avevano strutture sanitarie di un certo livello e sono comunque risultate inadeguate rispetto al numero dei contagiati, quindi alla capacità di diffusione del virus – conclude – noi al sud siamo in forte carenza di strutture sanitarie adeguate già in tempi normali, non possiamo non sfruttare a nostro vantaggio l’esperienza delle altre regioni ad oggi al collasso. Dobbiamo agire d’anticipo e conoscere la situazione della nostra popolazione per agire subito con l’isolamento anche e soprattutto dei positivi asintomatici”.

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