Tentò di dare fuoco a un operaio e a una vettura, conferma condanna in appello
L'intera dinamica dei fatti venne ripresa dai sistemi di videosorveglianza dell'azienda. Pare che dietro a quanto accaduto ci fosse una ritorsione, a causa di un precedente dissidio
Niscemi. Due anni fa, in un'azienda agricola di Marina di Acate, in provincia di Ragusa, il cinquantaquattrenne niscemese Concetto Cacciaguerra appiccò il fuoco a una vettura, cospargendo di liquido infiammabile anche un operaio che cercava di fermarlo. I giudici della Corte d'appello di Catania hanno confermato la condanna a otto anni di reclusione, già imposta dai magistrati del tribunale di Ragusa, in primo grado. Non è stata accolta la richiesta di concordato. Le contestazioni erano di tentato omicidio, tentata estorsione e danneggiamento. Quando agì si trovava in misura alternativa alla detenzione, avendo diversi precedenti penali alle spalle. L'intera dinamica dei fatti venne ripresa dai sistemi di videosorveglianza dell'azienda. Pare che dietro a quanto accaduto ci fosse una ritorsione, a causa di un precedente dissidio. L'imputato è rappresentato dall'avvocato Enrico Platania. Sia l'operaio che rimase ferito sia l'azienda sono parti civili, con gli avvocati Giuseppe Condorelli e Gaetano Piscopo, che hanno concluso per la conferma della decisione di primo grado. Proprio in primo grado, venne individuato il diritto al risarcimento del danno e per l'operaio anche una provvisionale. Cacciaguerra, a seguito di giudizio immediato, optò per il rito abbreviato. Sia il titolare dell'azienda sia l'operaio ferito sono a loro volta niscemesi.
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