“Terapia intensiva altra vergogna Asp”, Di Cristina: “Cosa è stato fatto in 14 mesi?”

 
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Di Cristina ancora molto critico sulla gestione dell'emergenza sanitaria

Gela. “E’ l’ennesima vergogna”. Il segretario provinciale del Pd Peppe Di Cristina bolla così quanto emerso sul progetto della terapia intensiva al “Vittorio Emanuele” (riportato da questa testata), che finanziata da Eni non ha ancora visto neppure l’avvio del cantiere, con Asp che ha preso atto dell’intesa solo negli scorsi giorni. “Vorrei capire, in questi quattordici mesi, cosa è stato fatto? Il finanziamento c’è e stiamo parlando del sangue dei gelesi. Invece, non si vede neanche l’ombra della terapia intensiva. Inoltre – dice Di Cristina – come avevo già chiesto, il finanziamento riguarda interamente la struttura di Gela oppure copre anche la progettazione della terapia intensiva al “Sant’Elia” di Caltanissetta? Il manager Caltagirone dovrebbe spiegarlo alla città. Spero che l’amministrazione comunale, il sindaco e il consiglio prendano posizione”. Per Di Cristina, quanto sta accadendo con il progetto della terapia intensiva è solo l’apice di una gestione dell’emergenza sanitaria in città, che da mesi il Pd contesta. “Spero che il manager si renda conto che la gestione dell’emergenza è pessima. Ancora oggi – continua – mi arrivano segnalazioni di soggetti fragili, che hanno la priorità nella vaccinazione, ma vengono rimandati indietro. Perché l’hub vaccinale non parte? Sulle scuole, inoltre, siamo all’assurdo. Tutti ne parlano, ma nessuno coinvolge i dirigenti, per mettere insieme un piano complessivo. Non capisco perché il personale Asacom, che lavora ogni giorno insieme al resto degli operatori scolastici, non sia stato vaccinato. Sono considerati operatori di serie B? Anche questo è da censurare”. In serata, i dem locali sono impegnati nella direzione del partito. A breve, dovrebbe tenersi anche una direzione provinciale, convocata dallo stesso Di Cristina. Si parlerà quasi sicuramente di risorse per il territorio, a partire dal Recovery fund.

“Sia chiaro – conclude il segretario – le modifiche apportate non vanno bene. E’ stato rivoluzionato in peggio. Chiederò che alla direzione partecipi anche il vicesegretario nazionale del partito, l’ex ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. La questione meridionale, per territori come il nostro, non può essere affrontata in questo modo”.

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