“Ti sparo non mi interessa se mi danno 100 anni di carcere”, donna racconta anni di violenze dell’ex

 
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Gela. Un matrimonio fatto solo di violenze e soprusi morali. Una donna, davanti al giudice Marica Marino, ha raccontato anni di sofferenze, soprattutto fisiche. A processo, c’è l’ex marito. L’ambulante, difeso dall’avvocato Anna Lorefice, deve rispondere delle violenze che gli vengono contestate. Al culmine dell’ennesima furibonda sfuriata in casa, avrebbe minacciato apertamente la moglie, parte civile con l’avvocato Joseph Donegani. “Ti sparo, non mi interessa se mi danno cento anni di carcere”, le avrebbe urlato contro. I figli della coppia, che aveva divorziato una prima volta per poi intrecciare una nuova relazione, avrebbero vissuto in una sorta di regime del terrore. “Ogni scusa, anche la più banale – ha detto la figlia – era buona per inveire, offendere e picchiare mia madre. Ricordo che quando mio padre arrivava a casa, ci chiudevamo a chiave nella nostra stanza”. In uno degli episodi ricostruiti dagli investigatori, a seguito della denuncia presentata dalla donna, l’ambulante, che non gradiva l’organizzazione di una festa per la comunione della figlia, prima minacciò di gettare in un burrone l’auto sulla quale viaggiavano e poi avrebbe iniziato a colpire con ferocia alla testa la moglie. “Pensai che quella sera sarei morta”. Nel corso di un’altra aggressione, la donna riportò una profonda ferita alla mascella. Ha raccontato di aver informato i familiari dell’imputato, ma senza avere aiuto.

“Non potevo neanche disporre di denaro – ha detto ancora – mi concedeva cento euro a settimana e dovevo farci rientrare tutte le spese. Mi minacciava e non potevo effettuare altri prelievi”. Nel corso dell’udienza, i testimoni sentiti hanno risposto alle domande del pm Sonia Tramontana e dei legali delle parti. Sono state acquisite le dichiarazioni di alcuni familiari della donna vittima di violenze, rese in fase di indagine.

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