Timpazzo, chiesto aumento capacità vasca: “Possibile gara impianto mobile per umido”

 
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La "Impianti Srr" va verso il sì ad un aumento della capacità di abbancamento a Timpazzo

Gela. Il canale con la Regione è sempre attivo. Dalla “Impianti Srr”, la società in house della Srr4, è stata formalizzata la richiesta di un aumento della capacità di abbancamento della vasca della discarica Timpazzo, da poco consegnata. “Si tratta di un adeguamento della percentuale giornaliera – dice l’ingegnere Giovanna Picone che guida la società – abbiamo avanzato la richiesta perché a breve dovremmo andare incontro all’arrivo dei conferimenti di Enna. Dal 22 agosto, la discarica di quel territorio si ferma per manutenzione. Attendiamo che la Regione dia riscontro. In realtà, ci sono anche Comuni come Vittoria che vorrebbero conferire a Timpazzo, ma la decisione spetta sempre alla Regione”. Nel sito, in questa fase, arrivano i conferimenti anche di diversi Comuni della provincia di Catania. Il ciclo locale dei rifiuti, nonostante i cambiamenti d’urgenza imposti dall’amministrazione comunale al calendario della raccolta e un servizio non certo esente da pecche, sta comunque reggendo. L’impianto di compostaggio di Brucazzi è tornato a regime, dopo lo stop da sovraccarico. A Timpazzo, invece, la società “Impianti Srr” sta portando avanti un sistema che si regge sulla nuova vasca e sul Tmb. “L’attività procede senza particolari problemi – dice ancora Picone – stiamo per completare l’iter per una gara che ci consentirebbe di realizzare a Timpazzo un piccolo impianto mobile per l’umido, farebbe da supporto a quello di Brucazzi, che come più volte emerso non riesce a gestire l’intera portata dei conferimenti dei Comuni dell’ambito. Gli atti verranno trasmessi alla Cuc. Aspettiamo, inoltre, di poter ottenere la gestione proprio dell’impianto di Brucazzi, anche per avviare un revamping, rendendolo pienamente efficiente. Sono tutti aspetti che rientrano nel nostro piano industriale”.

Dal momento dell’avvio vero e proprio dell’attività della società in house, qualche “incomprensione” con i vertici dell’Ato Cl2 (che ancora gestisce il compostaggio di Brucazzi) c’è stata. La filiera locale è al momento una delle poche pienamente attive sull’intera isola e i Comuni di diverse zone, in una fase di carenza impiantistica, guardano sempre più spesso a Timpazzo. “La priorità spetta sempre ai Comuni dell’ambito – conclude l’ingegnere Picone – posso però comprendere che in una fase di assoluta difficoltà, si possa valutare la soluzione di Timpazzo”. Tanti Comuni, anche di notevoli dimensioni, non sempre riescono a sostenere i costi, sempre più elevati, delle piattaforme private.

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