Trainito isolato, pro-Greco: “E’ lui che si mette fuori dalla maggioranza”

 
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I capigruppo di maggioranza prendono le distanze da Trainito (Immagini di repertorio)

Gela. Le storie “tese” tra il presidente della commissione sanità Rosario Trainito e il sindaco Lucio Greco rischiano seriamente di creare una frattura, praticamente insanabile. La riunione di maggioranza di ieri ha contribuito a far riscaldare ulteriormente gli animi tra i pro-Greco. Trainito non è stato invitato, nonostante la presenza di tutti i capigruppo e dei segretari di partito della coalizione. In più occasioni, ha chiesto maggiore coinvolgimento nelle scelte e ha anche rivendicato il suo ruolo in maggioranza. Ieri, non ha nascosto i malumori per la decisione di non farlo partecipare. Ora, però, i compagni di viaggio sembrano gradire poco le sue esternazioni pubbliche e lo invitano a riflettere sul da farsi. “Il consigliere comunale Rosario Trainito si lamenta di non essere stato invitato ad una riunione di maggioranza – dicono i capigruppo di maggioranza – dimenticando, però, che a tirarsi fuori dalla coalizione ci ha pensato lui stesso con tutte quelle dichiarazioni pubbliche e le prese di posizione nettamente contrarie all’azione e alle decisioni dell’amministrazione Greco. Nessuno vuole tappargli la bocca o impedirgli di manifestare apertamente le sue posizioni, ma il rispetto delle regole democratiche impone di essere coerenti e consequenziali con le proprie convinzioni”. I pro-Greco fanno capire che l’unica mossa coerente per Trainito, almeno rispetto alle posizioni più volte rese pubbliche, sarebbe uscire dalla maggioranza. Il consigliere ha però sempre escluso questa eventualità, spiegando di aver solo posto questioni oggettive al sindaco.

“La maggioranza e l’opposizione si distinguono proprio per questo – concludono i capigruppo – per la diversità di vedute e Trainito deve avere l’onestà di ammettere che i suoi atteggiamenti sono incompatibili con l’appartenenza alla maggioranza”. I pro-Greco escono allo scoperto e lo fanno dopo che lo stesso sindaco ha spiegato che intende valutare la “lealtà” politica di tutti gli alleati, compreso l’ex consigliere di “Un’Altra Gela”, movimento voluto proprio dall’avvocato.

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