Travolte e uccise in via Venezia, 4 anni a Rinella per la morte di Nuccia Vullo e della piccola Ludovica

 
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Nuccia Vullo e la piccola Ludovica sono state travolte in via Venezia dall'auto condotta da Rinella

Gela. Quattro anni e quattro mesi di reclusione. E’ questo il verdetto emesso nei confronti del ventitreenne Salvatore Rinella, accusato del duplice omicidio stradale di Nuccia Vullo e della piccola figlia Ludovica Caracappa. Il dispositivo è stato letto dal giudice dell’udienza preliminare Paolo Fiore, al termine del rito abbreviato, scelto dal difensore, l’avvocato Salvatore Incardona. A bordo della sua Fiat Panda, il giovane ha travolto madre e figlia mentre uscivano da un locale di via Venezia. Preso dal panico, si è poi dato alla fuga, presentandosi successivamente ai carabinieri. Accuse pesanti quelle contestate a Rinella che ha sempre sostenuto di non essersi accorto della presenza in strada delle due vittime. In giudizio, parti civili sono i familiari, a cominciare dal marito, dall’altra figlia della coppia e dai genitori di Nuccia Vullo. Per madre e figlia non c’è stato niente da fare. L’impatto è stato devastante e neanche il tentativo dei medici non ha potuto evitare il peggio. I familiari hanno seguito fin dall’inizio l’indagine, coordinata dai pm della procura. A loro è stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni, che verrà definito in sede civile (sono assistiti dai legali Riccardo Balsamo, Gionata Virga, Seba Virga e Gaetano Purpura). Sono stati esclusi, invece, altri parenti.

Al termine della sua requisitoria, anche a seguito del rito scelto dalla difesa, il pm Eugenia Belmonte ha chiesto la condanna a quattro anni e un mese di detenzione. Per la difesa, Rinella non si sarebbe accorto della presenza di Nuccia Vullo e della piccola Ludovica. Inoltre, è stato sottolineato come l’imputato non fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti né avesse assunto alcolici. Una tragedia che ha toccato profondamente la famiglia delle vittime, che attraverso i propri legali non ha nascosto la delusione, seppur composta, per una pena ritenuta fin troppo tenue. Il legale di Rinella, invece, non esclude il possibile appello contro la sentenza, anche se la ritiene già adeguata alla ricostruzione condotta in aula.

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