Tre bambini vivevano in condizioni al limite, genitori a processo: “Era ambiente fatiscente”

 
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Gela. “Vivevano in un ambiente fatiscente. C’erano cattivi odori e si faceva fatica ad entrare nell’abitazione”. Furono i carabinieri ad intervenire in un alloggio della zona a ridosso di Punta Vigne insieme agli assistenti sociali del Comune. Uno di loro è stato sentito in aula davanti al giudice Tiziana Landoni. Trovarono tre bambini in condizioni di estrema precarietà, soprattutto igienica. Insieme a loro, c’erano la madre e altri familiari. “Ricordo che a causa di alcuni problemi alla struttura dell’alloggio – ha detto ancora l’assistente sociale – l’acqua piovana entrava in casa”. I tre bambini vennero allontanati e trasferiti in una struttura protetta. A processo, ci sono i genitori che devono rispondere alle accuse mossegli dai pm della procura. Sono difesi dagli avvocati Nicoletta Cauchi e Ivan Bellanti. “Il padre però mi disse – ha riferito ancora il testimone rispondendo alle domande del pm Tiziana Di Pietro – che aveva intenzione di lasciare quell’alloggio che era del suocero”.

L’intervento dei carabinieri scattò dopo una segnalazione giunta da un altro familiare. Nel corso del tempo le condizioni dei bambini e dei genitori sono migliorate e i legali hanno evitato la dichiarazione di adottabilità. C’è stato un graduale riavvicinamento tra i piccoli e i loro genitori. Il procedimento penale però è arrivato a dibattimento ed entrambi devono difendersi.

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