Truffati dagli assicuratori? 50 si costituiscono: Unipolsai finisce in giudizio

 
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Gela. Pagavano ma in cambio ricevevano tagliandi assicurativi vuoti. Circa cinquantaclienti dell’agenzia gestita fino a quattro anni fa da Rosy Cocchiara e coordinata, a Caltanissetta, da Marco Giarratano, hanno scelto

di costituirsi parte civile nel dibattimento che vede imputati proprio i due assicuratori, accusati di truffa.

Unipolsai chiamata a rispondere in giudizio. Nel giudizio, adesso, finisce anche la compagnia UnipolSai, chiamata a rispondere in qualità di responsabile civile. I legali del gruppo, davanti al giudice Manuela Matta, hanno contestato la chiamata in giudizio della società. “L’agenzia e la sub agenzia – hanno spiegato – non avevano alcun collegamento contrattuale con Unipolsai”. L’eccezione presentata dai rappresentanti della compagnia, però, non è stata accolta dal giudice Matta. Quindi, la società rimane a giudizio.

30 mila euro incassati. Intanto, proprio i legali di Rosy Cocchiara, gli avvocati Dionisio Nastasi e Gianluca Vichi, hanno scelto il giudizio abbreviato. Continuerà con il rito ordinario, invece, il percorso processuale di Marco Giarratano, difeso dall’avvocato Giuseppe Iannello. I circa cinquanta clienti raggirati sono rappresentati dagli avvocati Carmelo Tuccio, Giovanni Cannizzaro, Ivan Bellanti, Concetta Di Stefano, Maria Elena Ventura, Giovanna Cassarà, Giuseppe Cascino, Rosario Giordano, Riccardo Balsamo e Giuseppe Ferrara.
Molti clienti dell’agenzia gestita da Rosy Cocchiara, già nell’estate di quattro anni fa, iniziarono a capire che qualcosa non andava per il verso giusto. Nonostante il pagamento delle polizze, alcuni di loro subirono controlli dalle forze dell’ordine, con tanto di sequestro dei mezzi. Due sono stati sentiti davanti al giudice, confermando le accuse contestate dalla procura, rappresentata in aula dal pm Elisa Calanducci.
Adesso, le posizioni dei due imputati si dividono. Il giudizio abbreviato nei confronti di Rosy Cocchiara proseguirà con l’udienza del prossimo 29 aprile. Per Giarratano, invece, si tornerà in aula il 14 gennaio. Secondo le accuse, avrebbero incassato circa trentamila euro senza rilasciare i necessari tagliandi assicurativi.

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