Un bilancio al risparmio, pochissimi spazi di manovra ed emendamenti ridotti al minimo: in municipio le casse non ridono

 
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Gela. Altro che assalti alla diligenza.

Il bilancio di previsione 2017, che quando sta per scoccare novembre deve ancora arrivare in aula, probabilmente non verrà neanche emendato.

La “tregua” degli emendamenti. Pochi, pochissimi, gli spazi di manovra per cercare di far uscire soldi, al momento quasi impossibili da reperire. Con i tanti punti interrogativi sul costo del servizio rifiuti, le royalties petrolifere ridotte ai minimi termini e i tributi che fanno fatica ad entrare in cassa, sono banditi i voli pindarici. Gli atti, al momento, sono sul tavolo della commissione comunale bilancio, in attesa di arrivare all’assise civica. La discussione potrebbe essere calendarizzata subito dopo le regionali di inizio novembre.

Al momento, però, non c’è una data precisa, anche perché in municipio s’è pensato più alle paturnie della mozione di sfiducia che agli aridi numeri del bilancio di previsione. All’orizzonte, c’è anche l’ennesimo tentativo della giunta di portare a casa le nuove tariffe della Tari, che dovrebbero essere aumentate per andare incontro agli effettivi costi del servizio rifiuti, svolto in proroga dal gruppo campano Tekra. Il termine per la presentazione degli emendamenti al bilancio, almeno di quelli che possono essere avanzati dai gruppi consiliari, è scaduto. I numeri sono quel che sono e a novembre c’è ben poco da programmare.

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