Un microtelefono in carcere, avviata indagine: coinvolto un ventunenne gelese

 
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Gela. E’ già stato coinvolto in diverse indagini, nonostante la giovane età. Il ventunenne Davide Antonio Rocco Ferracane ha riportato condanne per decine di furti che gli sono stati contestati, tutti commessi in città, all’interno di abitazioni, attività commerciali, ma anche nelle auto in sosta. I pm della procura di Enna, negli scorsi giorni, hanno avviato un’indagine a suo carico. Da quanto emerge, seppur detenuto nel carcere “Bodenza”, sarebbe riuscito ad avere un microtelefono per comunicare con l’esterno. Al momento, è questa la contestazione che gli viene mossa. L’indagine tocca un altro detenuto della struttura ennese, un messinese ventiduenne. Pare che il sistema per le comunicazioni sia stato individuato dagli agenti della polizia penitenziaria nel corso di controlli, effettuati all’interno del carcere. Il materiale sequestrato è a disposizione dei pm ennesi che stanno valutando.

Il sospetto investigativo è che gli indagati possano aver avuto contatti con l’esterno, proprio attraverso il microtelefono. Probabilmente, verranno sentiti dai pm che stanno approfondendo la vicenda. L’indagine è condotta dalla penitenziaria di Enna. I due giovani indagati sono difesi dai legali Rocco Cutini e Filippo Barbera.

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