Una “cartiera” per fatture false, nell’indagine diverse aziende: fissata udienza preliminare

 
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Gela. Una presunta “cartiera” sarebbe servita al titolare solo per rilasciare fatture a copertura di operazioni che gli inquirenti ritengono inesistenti. Sono stati ricostruiti decine di rapporti considerati fasulli e finalizzati ad aggirare il fisco. Lo scorso marzo, a causa di un vizio di notifica, gli atti vennero ritrasmessi ai pm della procura, sostanzialmente senza permettere l’avvio dell’udienza preliminare. Dal gup si tornerà ad ottobre. E’ stata fissata una nuova udienza preliminare. Le presunte frodi avrebbero toccato cifre anche fino a duecentomila euro. Sono stati coinvolti nove titolari di aziende locali, impegnati in vari settori. Avrebbero tutti fatto parte del presunto sistema di false fatturazioni. La “cartiera” venne individuata in una ditta individuale, avviata nel campo degli impianti elettrici. Le fatture sarebbero poi finite ad imprenditori che gestiscono supermercati, ma anche società di servizi marittimi e aziende edili. Per i pm della procura e per i militari della guardia di finanza che hanno condotto le indagini, le fatture rilasciate avrebbero coperto operazioni inesistenti.

L’unico intento quindi sarebbe stato frodare il fisco. L’ipotizzata truffa sarebbe andata avanti per diversi anni, dal 2011 e fino al 2014. L’indagine partì proprio dall’analisi dei dati contabili dell’impresa di sistemi elettrici. Gli inquirenti sono così arrivati a ricostruire i presunti collegamenti tra più imprenditori. I coinvolti sono difesi dagli avvocati Giacomo Ventura, Antonio Gagliano, Joseph Donegani, Emanuele Maniscalco, Angelo Cafà, Valentina Lo Porto, Marina Ferrara, Carmelo Peluso e Angelo Mangione.

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