Ventisei anni di carcere e la protesta in Comune: un ex detenuto ritorna al lavoro

 
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Gela. Lo scorso giugno, dopo ventisei anni di carcere, aveva deciso d’incatenarsi davanti uno degli ingressi di Palazzo di Città. Il cinquantaduenne Rocco Ferrigno chiedeva un lavoro che gli consentisse di riottenere la dignità.

Adesso, dopo diverse settimane, ha accettato l’inserimento nei programmi di borse lavoro attivati dai funzionari comunali. Verrà impegnato nelle opere di manutenzione comunale e percepirà un sussidio previsto dal programma lavorativo.
“Siamo riusciti ad assicurargli qualche mese di lavoro – spiega il sindaco Angelo Fasulo – purtroppo, non possiamo rispondere alle richieste di tutti i cittadini in difficoltà economica. Facciamo ciò che possiamo. Mi è dispiaciuto vederlo incatenato davanti il municipio nonostante, già allora, gli avessimo proposto i programmi di borse lavoro”.
Ferrigno ha trascorso molti anni tra i penitenziari di mezz’Italia. I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, però, gli hanno dato il via libera per l’eventuale ingresso nel mondo del lavoro, certificando la sua scelta di tagliare i ponti con la dimensione della criminalità organizzata locale.

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