“Vertici Consorzio bonifica vengano in città”, Scudera: “Possiamo investire o dobbiamo lasciare?”

 
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Liborio Scudera

Gela. Le piogge di queste ultime settimane hanno solo attenuato le tante carenze che sono una costante nelle aree rurali della città. Da anni, gli agricoltori del territorio si trovano a fronteggiare una crisi senza fine, ancora pienamente aperta. Con un Consorzio di bonifica che non riesce a dare servizi a pieno regime, gli operatori vorrebbero avere un dialogo diretto con i vertici dell’ente, che vengono visti come lontani dai bisogni del territorio che fa della risorsa agricola ancora una delle prime voci economiche. “Ci rivolgiamo alla politica regionale, ai nostri deputati e anche all’assessore Luca Sammartino – dice Liborio Scudera – ci aiutino ad avere un incontro, in città, con i vertici del Consorzio di bonifica. Fino ad oggi, è come se questo territorio non fosse esistito. Vogliamo capire quale sarà la programmazione per i prossimi mesi. Possiamo investire o dobbiamo rinunciare ancora una volta? Quella passata è stata un’annata terribile, con i prezzi precipitati sempre più in basso e senza acqua. Qualcosa, ma solo adesso, inizia a muoversi per i carciofi. Non è sufficiente. Quei pochi agricoltori che vogliono insistere, senza abbandonare i campi, potranno fare affidamento sugli investimenti oppure dovranno indebitarsi e basta?”. Scudera, insieme a tanti operatori del territorio, si è spesso fatto carico di rendere pubblico il dissenso di un intero settore, per un comparto lasciato all’abbandono nonostante l’incidenza delle produzioni locali.

“Da due mesi, l’acqua della diga Disueri viene sversata in mare – continua – so che viene fatto per ragioni di sicurezza ma per noi agricoltori è un danno enorme. A Cimia, risultano invasati almeno quattro milioni di metri cubi d’acqua che sarebbero adeguati per la prossima stagione. Ma chi può darci delle certezze? Vorremmo che i responsabili regionali del Consorzio di bonifica venissero in città, a valutare la situazione di persona. Non vogliamo alcun attacco gratuito alla politica ma può essere l’occasione giusta per dare un segnale e per non lasciare morire il territorio”. L’intero comparto locale è condizionato da risorse idriche scarse e da un’infrastrutturazione che praticamente non esiste.

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