Vino al glucosio per incassare i soldi dell’Ue, cadono le accuse: assolto anche un imprenditore gelese

 
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Gela. Non era un gruppo che mirava a frodare l’Unione Europea, incassando contributi ma producendo vino corretto con glucosio. L’indagine dei finanzieri. Così, sono cadute le accuse nei confronti di nove imputati, compreso l’imprenditore gelese Salvatore Nicastro. Erano finiti a processo davanti ai giudici del tribunale di Caltagirone. I finanzieri, negli scorsi anni, ricostruirono la presunta frode ai danni dell’Ue. I controlli si estesero a quasi trecentomila ettolitri di vino, successivamente commercializzati. L’indagine si concentrò su alcune cantine di Mazzarrone, in provincia di Catania, coinvolgendo altri produttori del settore ma anche i possibili fornitori del glucosio. L’accusa di associazione a delinquere, però, è caduta. Per le altre contestazioni, invece, è arrivata la prescrizione. L’indagine risale a sei anni fa. Il verdetto favorevole è stato emesso nei confronti dello stesso Salvatore Nicastro, difeso dall’avvocato Maurizio Scicolone, di Salvatore, Arcangela, Biagio e Carmelo Zago, tutti difesi dal legale Francesco Villardita, di Giuseppa Pedi, di Salvatore e Camillo Romano, difesi dall’avvocato Carmelo Passanisi, e di Simone Messina. Un procedimento penale parallelo è in corso sempre davanti ai giudici del tribunale di Caltagirone, dopo l’incompetenza territoriale dichiarata da quelli del tribunale di Gela. 

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