Violenze durante matrimonio, condannato ex marito: giovane donna denunciò

 
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Gela. Un matrimonio durato poche settimane ma scandito da atti di violenza, che alla fine hanno condotto il giudice Miriam D’Amore a condannare, a nove mesi di reclusione, l’ex marito, un piccolo imprenditore che non risiede più in città. Causò ferite all’allora consorte, che denunciò aggressioni e violenze ai suoi danni. Il pm Pamela Cellura, a conclusione della sua requisitoria, ha chiesto una condanna ancora più pesante, a due anni e nove mesi di detenzione. La condanna dell’imputato e della sorella, a sua volta a processo (alla fine gli è stata irrogata la pena di quattro mesi di reclusione), è stata chiesta dal legale della donna aggredita, l’avvocato Giovanna Miceli, che ha ribadito la condotta dell’ormai ex marito. Avrebbe inciso anche da un punto di vista psicologico, con un forte stato di paura causato alla giovane donna. Nel dibattimento, sono finiti altri episodi, compresa una presunta rissa tra i due nuclei familiari. L’ex moglie che denunciò le violenze e i suoi più stretti congiunti erano a loro volta imputati. Sono stati però assolti (tutti difesi dall’avvocato Miceli), “per non aver commesso il fatto”.

Il difensore dell’ex marito e delle sorella dell’uomo, l’avvocato Salvo Macrì, ha invece escluso che si sia trattato di maltrattamenti e ha descritto una condotta personale dell’uomo, mai rivolta alla violenza. Ha parlato solo di un matrimonio non riuscito, contraddistinto da continue incomprensioni. Il giudice D’Amore ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni in favore dell’ex moglie, che dovrà essere definito in sede civile. Probabilmente, la difesa impugnerà le condanne.

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