Vizzini morto in fabbrica: escono dal giudizio Raffineria, Allianz e Generali

 
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Gela. Dal giudizio escono le società Raffineria di Gela, Allianz e Generali Italia. Il giudice Miriam D’Amore ha accolto le richieste dei legali di aziende che erano state citate come responsabili civili nel giudizio sulla morte dell’operaio Antonio Vizzini. In base all’ordinanza letta in aula dal magistrato, non ci sono le condizioni per la permanenza nel dibattimento che dovrebbe aprirsi alla prossima udienza. Sono state accolte quindi le eccezioni degli avvocati Gualtiero Cataldo, Salvatore Morreale, Francesco Scarpinato e Antonio Norrito. A chiedere che le società entrassero nel giudizio come responsabili civili sono stati i legali di alcuni familiari del lavoratore, rappresentati dagli avvocati Dalila Di Dio e Riccardo Lana (già costituiti parti civili). Il cinquantaquattrenne è morto dopo un grave incidente in raffineria. Fatale sarebbe stata una presunta errata manovra del gruista. Il giudice invece ha respinto l’eccezione proposta dall’avvocato Davide Limoncello incentrata sull’utilizzabilità di alcuni atti d’indagine. Responsabili civili nel procedimento rimangono le società Lorefice&Ponzio (alle cui dipendenze lavorava Vizzini) e Sertec.

Stando ai magistrati della procura, la morte di Vizzini sarebbe stata causata da una serie di violazioni delle norme in materia di sicurezza e tra le contestazioni mosse agli imputati c’è l’omicidio colposo. Il dibattimento si aprirà nei confronti di Domenico Lorefice, Leandro Lorefice, Angelo Vergati, Giuseppe Antonuccio, Giovanni Nunnari, Antonio Bennici e Stefano Lo Coco. Sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Davide Limoncello, Katia Lo Coco e Enrico Valentini. In aula si tornerà a febbraio. I familiari della vittima sono parti civili, rappresentanti anche dai legali Dionisio Nastasi e Giuseppe Ferrara.

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