“Vogliono destabilizzarci”, gelo Greco-Liberamente: “Da prefetto consiglieri indagati”

 
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Greco ha risposto in aula

Gela. Rimane un più che sottile “gelo” istituzionale tra i “critici” della maggioranza e il sindaco Lucio Greco. Il monotematico chiesto dai consiglieri di “Liberamente” e da quelli di Pd e Movimento cinquestelle, in realtà sembra non aver smosso nessuno dalle rispettive posizioni. L’aula non ha neanche votato un eventuale atto di indirizzo. Tra i banchi, nonostante il peso incombente della nuova emergenza Covid, tanti attendevano una sorta di resa dei conti politica. La “questione morale” non ha smosso né gli uni né gli altri. Il sindaco Lucio Greco, chiamato a riferire su quanto dichiarato anche di recente, quando ha denunciato la presenza di una “piccola parte della maggioranza”, che starebbe “destabilizzando” la sua amministrazione, ha ribadito il concetto. “Rimango convinto che ci sia un tentativo di destabilizzare l’amministrazione comunale e parlo con i fatti. Se qualcuno vuole dimostrarmi che non è vero, lo faccia appunto con i fatti”, ha detto. I tanto attesi nomi, non ci sono stati. “Mi sembra strano che qualcuno non sappia che Gela non è mai stata Portofino, Cortina o Forte dei Marmi. Io partecipo ai comitati per l’ordine e la sicurezza e basterebbe leggere le relazione del presidente della Corte d’appello di Caltanissetta o quelle della Dia”, ha continuato. Anzi, l’avvocato ha ribaltato la questione spiegando che il consiglio comunale “non è un aula di giustizia”. Ha rincarato la dose palando di “miscugli politici inspiegabili”, solo per andare contro l’amministrazione comunale, e di “comportamenti poco chiari ed equivoci”. Introducendo il tema, uno dei richiedenti, il capogruppo di “Liberamente” Vincenzo Casciana, ha usato toni piuttosto concilianti (almeno all’inizio), ma avvertendo il sindaco che le dichiarazioni rilasciate nel corso del tempo starebbero facendo aumentare il “sospetto sociale”. Non sono mancati i passaggi che hanno toccato il passato della città, segnato dalla prorompenza della criminalità organizzata. Greco, più volte, durante questi due anni, ha denunciato le mosse di soggetti che sarebbero vicini alle organizzazioni criminali e mirerebbero a posti importanti, ma anche di “gruppi di potere”. “Liberamente” e il sindaco, ormai, sembrano separati in casa e il dibattito ha dimostrato una evidente lontananza. “Ma perché “Liberamente” non spiega se sta con la città o con i nemici della città? E’ strano che chi chiede il voto segreto sulle commissioni venga poi a chiedermi di fare i nomi pubblicamente”, ha rilanciato il sindaco. Casciana è stato chiaro, “questo monotematico non è la Santa inquisizione, anzi siamo pronti ad accompagnare il sindaco in procura se decidesse di denunciare tutto agli organi competenti”. I due consiglieri viaggiano su una linea decisamente alternativa al resto della maggioranza e non a caso Grisanti ha descritto un clima reso ancora più pesante dal fatto che siano state “violate le regole di ingaggio”. Per i due esponenti di “Liberamente”, che ad oggi non hanno mai fatto passi formali verso l’opposizione, in maggioranza ci sono “i soliti noti che altro non fanno se non becero populismo”. Oltre alle regole di ingaggio, sembrano piuttosto compromessi i rapporti interni. “Ormai siamo allo scontro tra guelfi bianchi e guelfi neri”, ha continuato Grisanti. Dai banchi di “Liberamente” è stata colta l’occasione per ribadire che “i ricattatori non siamo noi”. “Il sindaco per tre volte ci ha offerto un posto in giunta – hanno detto – senza che ci fosse stata una nostra richiesta, ma alle sue condizioni, quindi con l’ingresso in consiglio di un altro candidato della sua lista”. Non sono mancati neppure i richiami ai consiglieri “libertini”, che dall’opposizione sono passati alla maggioranza e per Grisanti “adesso vogliono dare lezioni di coerenza a tutti”. Il clima rimane assai teso. Il sindaco si è rivolto anche ai banchi di opposizione, spiegando di ritenere “singolare” che “dal prefetto siano andati consiglieri di opposizione indagati per vicende legate ad interessi personali su un bene pubblico”, toccando un altro tasto delicato, quello della vicenda dell’Ipab “Aldisio”, seppur non citata direttamente. Il capogruppo di “Avanti Gela” Salvatore Scerra ha respinto le parole dell’avvocato.

Grisanti e Casciana molto lontani dla sindaco e dal resto della maggioranza

“Il sindaco gioca al massacro – ha ribattuto – e diffama l’intero consiglio comunale. Non mi faccio fare la morale da nessuno. Perché, invece, il sindaco non porta in aula l’elenco dei nominativi di chi è stato assunto alla “Srr Impianti”, anche per capire chi li ha segnalati. Lo avevamo già chiesto”. Anche Timpazzo e le attività nella piattaforma sono da tempo tema di scontro politico e di tanti veleni. La grillina Virginia Farruggia ha ricordato le “lettere anonime” ricevute. Ha precisato che c’è la necessità di fare chiarezza”. La dem Ascia si è rivolta a Greco. “Nessuno si attendeva che in aula venisse a fare i nomi di chi starebbe destabilizzando l’amministrazione o dei gruppi di potere – ha detto – ma la invito a rivolgersi agli organi competenti. Noi saremo a suo fianco”. Le conclusioni di Casciana, invece, sono state eloquenti. Riferendosi al sindaco, ha chiosato parlando di “solito clima da campagna elettorale”. Cosa faranno i due consiglieri, almeno sulla carta ancora di maggioranza, non è dato saperlo, almeno per ora. Nessuno si è sbilanciato, tra accuse reciproche e veleni politici corrosivi.

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