Chiede aiuto ad un collega di lavoro, pregiudicato calatino arrestato per usura

 
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Gela. Si era rivolto ad un collega di lavoro per risolvere un problema di debiti. Si è rivolto al fratello del collega che si è rivelato un usuraio. Un pregiudicato di Caltagirone, Roberto Di Mattia di 44 anni residente a Catania, è stato arrestato dalla polizia a Gela per estorsione e usura.

Nella sua morsa sarebbe finito un impiegato gelese che aveva perso il posto di lavoro e che si trovava in difficoltà economiche dovendo onorare un debito di 4.000 euro.

Secondo gli investigatori, Di Mattia, raggiunto a Catania su indicazione di un collega della vittima, si disse subito disponibile a concedergli il prestito ma pretese un tasso di interesse mensile del 15%, cioè del 180% annuo. Pur consapevole di essere finito nelle mani di un «cravattaro», l’impiegato accettò, convinto di potere restituire la somma nel giro di un paio di mesi. Invece, la vicenda è andata avanti per quasi due anni. E dopo aver pagato 12 mila euro di soli interessi usurari, ha dovuto arrendersi, confessando allo strozzino che non era più in grado di versargli nemmeno un centesimo.

Cosciente che la situazione stava precipitando e che era a rischio la propria vita e quella dei propri familiari, la vittima si è recata nel commissariato di polizia e ha raccontato agli investigatori il suo calvario, comprese le minacce subite dall’uomo e da due suoi emissari che erano andati a trovarlo a casa intimandogli l’immediata restituzione dei 4mila euro iniziali. Gli inquirenti hanno così preparato la trappola per l’usuraio. All’ennesima telefonata intimidatoria, l’impiegato si è detto disponibile a pagare un acconto di mille euro. Per incassarlo, si è presentato a Gela Di Mattia, il quale all’uscita dall’abitazione della sua vittima ha però trovato i poliziotti che lo hanno arrestato in flagranza di reato e rinchiuso nel carcere di contrada Balate. L’intera operazione si è svolta con il coordinamento della procura di Gela.   

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