Agenda Urbana, Regione non accelera su decreti: fondamentali per arrivare alle gare

 
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Il gruppo di lavoro di Agenda Urbana

Gela. L’ipotesi iniziale era che tutti i decreti di finanziamento del programma “Agenda Urbana” potessero essere rilasciati dalla Regione entro fine maggio. Così, però, non è stato. Ancora a fine giugno, a Palazzo di Città si attendono molti decreti, senza i quali non si potrà andare avanti nelle procedure successive, dalle gare all’avvio dei lavori. Il gruppo tecnico di Agenda Urbana ha concluso da tempo la fase di definizione dei progetti esecutivi e attende riscontri da Palermo. A metà maggio, su spinta dell’assessore Terenziano Di Stefano, sono partite delle missive, destinate agli uffici della Regione e finalizzate proprio a chiedere lo sblocco dei decreti. L’ultimo rilasciato da Palermo risale ad inizio giugno e riguarda il progetto del polo dell’infanzia della “Pirandello”, per un totale di tre milioni di euro. “Abbiamo inviato tutti i cronoprogrammi – spiega Di Stefano – personalmente, seguo anche l’aggiornamento del sistema Caronte, così da evitare qualsiasi sorpresa, ma ad oggi non abbiamo molti riscontri dalla Regione”. Il timore principale è che questi ritardi possano farsi sentire nell’economia complessiva dei progetti, dato che per non perdere i finanziamenti tutto il programma di “Agenda Urbana”, con cantieri ultimati, dovrà concludersi entro il dicembre 2023. Pare che in Regione siano impegnati nella stesura dei decreti ancora non emessi. In municipio, il gruppo di lavoro coordinato dall’Autorità Urbana attende lo sblocco definitivo.

In totale, Palazzo di Città può gestire circa venti milioni di euro per il programma di finanziamento e ad oggi il gruppo tecnico ha adempiuto a tutte le fasi, senza ritardi, così come confermato non solo da Di Stefano e dal dirigente Antonino Collura, ma anche dai funzionari regionali, che si occupano di monitorare l’attività svolta in municipio. I decreti di finanziamento, però, ancora tardano e i precedenti del recente passato (con il caso dei fondi del Patto per il Sud), anche da un punto di vista politico, sono un monito per tutti.

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