Auto incendiata al figlio della titolare di un negozio, “dipendente lamentava condizioni di lavoro”

 
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Immagini di repertorio

Gela. Secondo le accuse, l’incendio di un suv Nissan, avvenuto nel gennaio di quattro anni fa nella zona di via Pitagora, sarebbe stato commissionato per colpire i datori di lavoro di una commessa e il figlio degli stessi titolari. L’incendio danneggiò la vettura di quest’ultimo. Ad agire, in base alla ricostruzione condotta dai carabinieri, fu Salvatore Graziano Biundo, attualmente detenuto e con diversi precedenti penali alle spalle. A processo, ci sono inoltre Rocco Carfì e Karol Antonuccio. I carabinieri arrivarono ad individuarli mentre era in corso un’altra indagine, che coinvolse Biundo e Carfì, quella ribattezzata “Boomerang”. I due furono monitorati e intercettati. Il comandante del nucleo operativo dei carabinieri, sentito in aula, ha spiegato che fino alle ore precedenti al rogo ci furono dei sopralluoghi nella zona di via Pitagora, condotti proprio da Biundo e Carfì. Sarebbe stato quest’ultimo a chiedere a Biundo di incendiare la vettura. Nell’azione di fuoco, a causa di una fiammata, sarebbe rimasto anche ferito e quella notte è stato accertato l’arrivo di Biundo al pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele”. Ai medici avrebbe però dichiarato di essersi procurato le escoriazioni per un incidente stradale. Era già stato monitorato quando si rifornì della benzina che sarebbe stata usata per appiccare il rogo. Rispondendo alle domande del pm Gesualda Perspicace, il comandante del nucleo operativo ha ribadito che l’incendio sarebbe stato deciso perché l’altra imputata, Antonuccio, si sarebbe lamentata delle condizioni di lavoro.

I tre coinvolti sono difesi dai legali Flavio Sinatra e Salvo Macrì. In aula, è stato sentito il proprietario dell’auto danneggiata. Ha spiegato di non essersi accorto di quanto stava accadendo, in piena notte. Furono i carabinieri ad avvisarlo, quando ormai l’auto era stata incendiata. Nuovi testimoni saranno sentiti davanti al giudice Marica Marino.

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