Bare senza sepoltura, Bennici accusa: “Vergogna dovuta a colpe dell’amministrazione”

 
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Bare "parcheggiate" a Farello in attesa di sepoltura

Gela. L’emergenza a Farello è ancora complessa da gestire. L’amministrazione comunale sta cercando di tamponarla con la collocazione di circa quattrocento loculi prefabbricati, ottanta già presenti e 320 affidati a Ghelas. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Sandra Bennici, però, parla di “un diritto alla degna sepoltura che viene negato”. “Una città martoriata, dove non trova pace nemmeno chi lascia la vita terrena. Al dolore e alla sofferenza del cittadino per aver subito una grave perdita, si aggiunge la rabbia di sapere che i propri cari dovranno stazionare, per un tempo imprecisato, nella casa mortuaria di Farello, perché non è possibile procedere alle sepolture. Ad oggi, sono circa sessanta le salme alle quali è stato negato l’ultimo saluto con una degna sepoltura – dice Bennici – e i familiari non possono recarsi in visita per una preghiera o per un semplice ricordo”. Secondo il consigliere, la responsabilità è da attribuire proprio all’amministrazione comunale. “Il numero delle bare parcheggiate, in attesa di tumulazione, è destinato ad aumentare se non si troverà una soluzione con immediatezza. La morte è un problema che ci riguarda tutti e priorità di ogni amministrazione dovrebbe essere – aggiunge – quella di predisporre per tempo un programma e un piano cimiteriale che permettano di accogliere tutti i defunti senza alcuna lista di attesa. Sessanta bare apparentemente uguali, ma diverse tra loro, con storie diverse, accomunate da un destino beffardo, la lista di attesa. Sono già dimenticati nella speranza che la pietà umana si accorga del loro diritto ad un definitivo riposo. Di chi è la responsabilità per quanto sta avvenendo? Non certamente dei cittadini, ma dell’amministrazione che non dà soluzioni e che si ostina a rendere più difficile il lavoro di ogni giorno per i cittadini vivi ed ora anche per chi muore”.

Secondo il consigliere, quanto sta accadendo con la gestione dei cimiteri è solo una delle ultime prove dell’inadeguatezza dell’attuale guida della città. “Fino ad ora il primo cittadino si è presentato come il difensore dei cittadini contro i soprusi e gli atti illegittimi, questa volta contro chi dovrà difendere questi poveri cittadini? Contro l’inerzia della sua macchina amministrativa? E’ una vergogna. Ormai, gli episodi fallimentari del governo cittadino non si contano più – conclude – ed era noto ai vivi ma che non ci sia rispetto nemmeno dei morti è certamente un’amara constatazione”.

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