Caos idrico, “commissione tecnica valuti anche aumenti tariffe”: parte la richiesta ufficiale

 
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Lo striscione di protesta esposto durante la seduta di consiglio comunale sul caso Caltaqua

Gela. La commissione tecnica, chiamata a valutare anche l’opzione dello scioglimento del contratto che lega i comuni dell’Ato Cl6 a Caltaqua, deve verificare l’aspetto delle tariffe applicate. Insomma, anche le bollette “d’oro” degli ultimi mesi vanno sottoposte ad accertamenti da parte dei componenti di una commissione che l’assessore regionale Alberto Pierobon ha “diffidato”, nel tentativo di arrivare ad una posizione chiara sul futuro del servizio idrico, in città e sull’intero territorio provinciale. Una missiva, inviata al commissario dell’Ato Rosalba Panvini, che coordina i lavori della commissione, è stata inoltrata dal rappresentante dell’Unione sindacale italiana Lorenzo Petix, a sua volta membro dell’organismo chiamato ad effettuare tutti i controlli del caso. Secondo il sindacalista, sostenuto da Antonio Surace, del Forum dei movimenti per l’acqua pubblica, bisogna fare chiarezza sui parametri applicati nella fatturazione dai tecnici di Caltaqua. “Come mai nello stabilire gli aumenti per il periodo dal 2016 al 2019 non è stato osservato quanto prescritto dalla delibera dell’Aeeg-Si, numero 664 del 2015, che prevedeva le nuove tariffe, sociale, base, tre di eccedenza e una fissa a contatore per le tipologie del servizio (acquedotto,depurazione e fognatura) – si legge nella richiesta – e che non poteva superare il 20 per cento della tariffa variabile totale”. Petix ha scritto ai sindaci della provincia, chiedendo di poter organizzare un supporto legale, così da sostenere le verifiche sulle tariffe. Un tema che anche secondo Surace è essenziale approfondire. Il rappresentante del forum dei movimenti per l’acqua pubblica parla di “tariffe illegittime, disposte in violazione della delibera 664”. Caltaqua, secondo questa disamina, farebbe il bello e il cattivo tempo, caricando sulle bollette finali “anche i costi delle azioni giudiziarie” e quelli dei rimborsi che è stata costretta a riconoscere per la mancata depurazione.

“Una situazione molto grave – continua – se pensiamo che a Gela, dal 2006 al 2009, è stata distribuita acqua non potabile”. Il rappresentante del forum, inoltre, fa riferimento ai “canoni non versati alla Provincia” e ad una “carta di servizi aggiornata solo dopo dieci anni”. Non ci sarebbero certezze neanche sullo stato finanziario del gruppo. “Era già in grave difficoltà nel 2011 – conclude – bisognerebbe capire come abbia fatto fino ad ora ad assicurare il pagamento degli stipendi, applicando rincari agli utenti che in dieci anni hanno toccato il 153 per cento”. Se la richiesta avanzata da Petix venisse accolta, allora il punto sulle tariffe dovrebbe da subito essere inserito all’ordine del giorno della prossima riunione della commissione tecnica.

3 Commenti

  1. Ricordiamoci di verificare soprattutto,quanti e chi sono i figliocci dei politici che furono assunti da Caltaqua,dopo la firma dello scellerato contratto capestro,imposto ai cittadini gelesi e della provincia di Caltanissetta!Da ciò,sono certo che verrà fuori tanta melma da spalare!La prova sta nella realtà che da anni viviamo:Quando c’è,ci danno acqua putrida,pagata a peso d’oro!

  2. Una cosa di cui nessuno parla sulla questione idrica é la certificazione e l’attendibilità dei contatori. Chi mi può garantire del funzionamento corretto e quali azioni io, in qualità di utente, possa attivare per poterlo verificare?
    Inoltre, in ordine alle tariffe applicate, sarebbe opportuno avere un quadro generale delle stesse per tutte le province in Sicilia.

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