Crediti inesistenti per compensazioni fiscali, indagine ad Enna: coinvolto gelese

 
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Gela. Lo schema delle compensazioni fiscali ottenute con crediti ritenuti inesistenti, già al centro dell’attenzione degli investigatori che hanno coordinato l’inchiesta “Leonessa”, è finito anche sui tavoli dei pm della procura di Enna. Sono cinque i coinvolti, compreso il gelese quarantottenne Simone Di Simone. I pm ennesi hanno chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio per tutti. Oltre a Di Simone (che risulta tra gli indagati nella maxi indagine bresciana “Leonessa”), le accuse vengono mosse ad Alessandro Repetti, Giuseppe Santomauro, Giovanni Interlicchia e Giuseppe Arabia. Sarebbe stata usata l’azienda manifatturiera intestata a Santomauro per arrivare a compensazioni illecite, sottraendo al fisco non meno di 108 mila euro. Lo stesso Santomauro è ritenuto inoltre responsabile di aver fornito informazioni non veritiere a diversi istituti bancari, così da ottenere l’apertura di linee di credito. Gli investigatori ennesi avviarono approfondimenti, partendo dallo studio professionale di Interlicchia, a sua volta coinvolto nell’indagine “Leonessa”, così come Arabia. Sarebbero stati loro due, insieme a Di Simone, secondo quanto emerso dall’indagine, ad occuparsi materialmente dell’inserimento telematico dei modelli F24, mentre Repetti avrebbe fornito le fatture per le compensazioni.

Dovranno presentarsi dal gup del tribunale di Enna nel maggio del prossimo anno. Sono difesi dagli avvocati Davide Limoncello, Angelo Cafà, Sinuhe Curcuraci, Petronilla Patti e Maurizio Bozzano.

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