“Green refinery in marcia tra gennaio e febbraio”, Ricci: “Inchiesta? Regole rispettate”

 
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Il manager Eni Giuseppe Ricci ha dettato le prossime fasi della nuova green refinery

Gela. L’impianto steam reforming per la produzione di idrogeno, ritenuto il vero cuore della nuova green refinery, dovrebbe essere completato entro dicembre. Il manager di Eni Giuseppe Ricci, chief refining and marketing del cane a sei zampe, ha dettato il cronoprogramma in un’intervista rilasciata al Quotidiano di Sicilia. “Contiamo entro la fine dell’anno di arrivare al completamento meccanico per poi partire con l’avviamento tra gennaio e febbraio del prossimo anno – ha spiegato – lo steam reforming è stato autorizzato definitivamente dal ministero ad agosto 2017 e verrà completato il mese prossimo. In un anno e mezzo abbiamo portato a casa costruzione e completamento dell’impianto”. Indicazioni che arrivano mentre i sindacati del settore chimico chiedono di poter incontrare i manager di Raffineria e Enimed per tentare di superare le incognite sugli investimenti preannunciati dalla multinazionale per il sito locale.

Nelle ultime settimane, mentre in raffineria si concentra la mole maggiore di lavoro (con un indotto che sta garantendo occupazione seppur temporanea), si è riaperto il capitolo dei presunti smaltimenti illeciti di rifiuti industriali. Dopo la denuncia pubblica dell’ex operaio Emanuele Pistritto, che ha raccontato di aver sotterrato scarti contaminati in una delle aree di pertinenza di Eni, i pm della procura hanno disposto il sequestro di parte dell’isola 32 dello stabilimento di contrada Piana del Signore. Ricci però esclude qualsiasi violazione della normativa in materia, così come già fatto dall’azienda. “La procura – ha detto ancora – ha sequestrato un’area recintata da vent’anni, dove insistono delle vecchie discariche che sono state censite negli anni ottanta e novanta. Le più recenti sono state messe fuori servizio nel 2001. Sono oggetto di tombamento o bonifica, secondo l’iter autorizzativo che si sta ancora portando avanti. Poi è iniziato il progetto di bonifica di una di queste vasche, la vasca A zona 2, oggetto di procedimento giudiziario conclusosi con l’assoluzione lo scorso anno, che ormai e’ quasi completamente bonificata. La procura ha fatto un atto dovuto. Siamo sereni perché abbiamo sempre scrupolosamente rispettato tutte le norme e leggi, come attestato dai numerosissimi controlli effettuati negli anni da tutti gli organi di controllo. Quelle discariche hanno una barriera fisica e una barriera idraulica per la falda, che sono state completate nel 2006 e che seguono tutto il perimetro mare della raffineria. L’impianto di Trattamento acqua di falda di Gela, avviato nel 2006, e’ stato il primo al mondo a fare una depurazione così spinta fino alla produzione di vapore acqueo. Tutte le analisi fatte sul mare, sia sui sedimenti sia sulla fauna, da tutti gli enti, hanno sempre evidenziato un’assenza di inquinamento nei sedimenti e uno stato di salute della fauna normale”. In attesa dell’avvio della green refinery per la produzione di nuovi carburanti sostenibili, da Eni arriva una totale difesa dell’operato sul territorio anche se saranno le indagini a valutare quanto accaduto.

2 Commenti

  1. Caro dott. Ricci leggo le sue parole e penso ai trialometani, ai morti di tumore, ai bambini malformati… ma lei è un Manager che pensa ai profitti dell’azienda. Pensi per qualche attimo di essere un familiare, ognuno di noi prima dovrebbe parlare prima con il cuore e poi per gli interessi. LEI mi dispiace dirlo pensa solo ai suoi interessi.. la prego nn ci prenda ancora in giro…dica ai suoi avvocati di finirla di trovare cavilli di ogni tipo per mandare i processi in prescrizione..

  2. Ricci ma quella frigittoria di pane e panelle non doveva essere in funzione nel 2017, vai a raccontare barzellette a Roma o a Milano

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