Il culto per la festività di San Rocco a Butera, tra riti sacri e profani

 
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Pare il culto di san Rocco a Butera sia stato introdotto dai Branciforti, principi di Butera.

Il santo venne proclamato patrono di Butera nel 1683. Da allora, ogni 16 agosto, i cittadini di Butera hanno sempre festeggiato il loro santo patrono con molta sollenità, mentre nei paesi vicini giunge una folla immensa di pellegrini per sciogliere il voto fatto a Santu Ruccuzzu.
I preparativi alla festa si protraggono per più di un mese durante il quale viene anche predicato un solenne novenario in onore del santo,con la partecipazione di numerosi fedeli. I festeggiamenti veri e propri hanno inizio il 15 agosto con lojocu di lu surpintazzu.
E questo un mostro artificiale a sentire il parere di molte persone per alcuni ha del pesce, per altri ancora assomiglia ad un ucello e ad un altro animale messo insieme.
Munito di una coda da una estremità,e di testa che finisce con un largo becco dall’altra,ha il corpo simile a quello di un tonno ed è coperto di tela colorata a squame verdastre,chiazzate di giallo, rosso, nero.
Presenta due aperture sotto il collo. Questo animale è portato da un uomo che vi si ficca dentro lasciando comparire al di fuori la parte inferiore del suo corpo da un calzone dello stesso colore,cossichè il tutto insieme piglia la figura di un bipede che potrebbe rassomigliare a un’oca piuttosto che ad un serpente.Non mancano neppure le ali quantunque appena accennate.
Si puo condividere l’affermazione dello storico Arturo Lancillotto, il quale ritiene che questa figura di rettile allude al serpente schiacciato da Maria Assunta in Cielo la cui solennità è appunto festeggiata il 15 agosto.

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