“Il piano Eni taglia!”, no dai sindacati: blocco dello straordinario e proteste

 
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Gela. “Il piano nazionale di Eni non ci convince”. Le rsu di tutti i siti della multinazionale, riunite nel coordinamento di Roma, respingono nettamente la drastica riduzione degli investimenti in diversi siti della penisola.

Gela viene considerato uno dei nodi più delicati dell’intera vertenza. Così, è stato preannunciato un pacchetto di otto ore di sciopero per il mese di ottobre e il blocco dello straordinario per tutti gli operatori del diretto.
Non è da escludere, stando alle notizie che arrivano dalla capitale, che il tavolo di confronto al ministero dello sviluppo economico possa essere fissato per il 14 ottobre.
I segretari provinciali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, Gaetano Catania, Francesco Emiliani e Maurizio Castania hanno sottolineato l’assenza di qualsiasi intenzione da parte dei manager di raffineria nel concretizzare l’accordo che prevede il riavvio della linea 1 della fabbrica. Gli impegni, quindi, non vengono rispettati mentre l’indotto dello stabilimento rischia il completo black out.
I segretari provinciali generali di Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro hanno chiesto ufficialmente un incontro ai vertici di Confindustria Centro Sicilia per capire quale possa essere il futuro prossimo dell’indotto di Eni, Enimed e Syndial. La protesta prosegue anche per i quindici lavoratori di Riva e Mariani licenziati a luglio e ancora in attesa di poter incontrare il prefetto Carmine Valente alla presenza dei vertici societari.

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