Inchiesta “Malleus”, Sezioni unite annullano condanne Mangiameli e Schembri

 
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Gela. Erano state le condanne più pesanti emesse a seguito dell’inchiesta antimafia “Malleus”, che consentì agli investigatori di ricostruire uno dei canali di finanziamento del clan Rinzivillo, quello del traffico di droga. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno annullato le sentenze di primo e secondo grado emesse nei confronti di Andrea Giuseppe Mangiameli (che era stato condannato a quindici anni di reclusione) e di Giuseppe Schembri (quattordici anni e dieci mesi di reclusione). Gli atti tornano al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Caltanissetta. Si riparte praticamente da zero. I difensori, gli avvocati Flavio Sinatra e Carmelo Tuccio, già nel ricorso presentato in Cassazione avevano sollevato questioni di diritto che avrebbero potuto incidere sull’esito dei precedenti gradi e così è stato. La questione fu attribuita alle Sezioni Unite. La procura generale, oggi, ha chiesto l’accoglimento delle richieste difensive, presentando una memoria a conferma della tesi.

I difensori hanno esposto punti di diritto e procedurali sull’interpretazione degli effetti della ricusazione, ottenuta  in altri gradi del procedimento. Nonostante tutto, i giudici si pronunciarono sulle posizioni di Mangiameli e Schembri, ma le Sezioni Unite hanno dato ragione alla linea difensiva. L’annullamento, con gli atti di nuovo al gup,  è stato disposto anche per Massimo Gerbino (condannato a ventuno anni di detenzione) ma solo per le ipotesi meno gravi collegate al traffico di droga. Il ricorso avanzato nel suo interesse non è stato accolto invece per la fattispecie dell’associazione. Gli atti, nel suo caso, vengono trasmessi alla Corte d’appello nissena per ridefinire l’entità della pena. Lo scorso febbraio, i giudici romani avevano  annullato, con rinvio alla Corte d’appello di Caltanissetta, tre pesanti condanne emesse nei confronti di altri coinvolti, Baldassarre Nicosia (quindici anni di reclusione), Giuseppe Lumia (quattordici anni e due mesi) e Domenico Trespoli (tredici anni e quattro mesi).

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