Inchiesta “Sant’Ippolito”, droga e spaccio: chieste condanne, difese hanno concluso

 
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Immagini di repertorio

Gela. L’inchiesta fece leva su una presunta rete di spaccio di droga, consentendo agli inquirenti di ricostruire anche furti e danneggiamenti. Gli approfondimenti dei poliziotti si concentrarono sulla zona di Sant’Ippolito, quartiere che diede il nome all’operazione condotta. Questa mattina, davanti al gup Roberto Riggio, i legali degli imputati hanno concluso le loro esposizioni difensive. La decisione potrebbe arrivare a novembre. La procura ha chiesto condanne. Otto indagati, che non scelsero riti alternativi, sono già a giudizio. Si tratta di Claudio Lombardo, Daisy Scaglia, Claudio Nardo, Luigi Rodoti, Giacomo Minardi, Orazio Valenti, Giacomo Tumminelli e Francesco Antonuccio. Altri invece hanno patteggiato e poi ci sono le posizioni degli imputati che hanno deciso di essere giudicati con il rito abbreviato. Per i legali, non ci fu un gruppo strutturato che si occupava dello spaccio ma solo diversi giovani che spesso consumavano sostanze stupefacenti.

L’udienza preliminare fu fissata, oltre che per gli otto già rinviati a giudizio, anche per Paolo Di Giacomo, Santo Cappello, Francesca Trubia, Cristofer Tasca, Fabio Crisci, Gaetano Marino (1984), Gaetano Marino (1996), Giuseppe Firrisi, Andrea Romano, Francesco Salafia, Salvatore Noviziano, Calogero Minardi, Eliseo Cascino, Giacomo Molara, Claudio Di Bartolo, Francesco Alabiso ed Emanuele Scimè. Sono difesi dagli avvocati Francesco Enia, Giovanni Cannizzaro, Ivan Bellanti,  Giuseppe Cascino, Davide Limoncello, Elio Lembati, Nicoletta Cauchi, Laura Caci, Antonio Gagliano, Giusy Ialazzo, Giuseppe Simonetti e Giuseppe Fiorenza, Paola Carfì e Salvatore Domante.

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