Melfa punta sulle strutture sportive, “vergognoso quanto sta accadendo…vanno riattivate”

 
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Gela. Durante la breve esperienza nella giunta Messinese, si è confrontato con la vicenda dello stadio “Vincenzo Presti”, ancora chiuso. Adesso, l’imprenditore Maurizio Melfa, che ormai non nasconde di essere in piena campagna elettorale, rilancia la questione degli impianti sportivi cittadini. “E’ vergognoso quanto accade al Gela Calcio, a causa dell’inagibilità del “Vincenzo Presti”, alla squadra di basket oppure quanto successo nei giorni scorsi ad una importante manifestazione regionale di ginnastica artistica che stava per saltare a causa dell’inagibilità del PalaCossiga – dice – una situazione particolarmente degradata e mortificante subita a Gela dal mondo dello sport, in toto, da sempre vittima di una malapolitica che mai ha saputo cogliere le istanze benefiche di tutte le associazioni esistenti nel territorio. C’è di più. Strutture sportive chiuse, vandalizzate, inesistenti in città hanno caratterizzato gli ultimi decenni rendendo sempre più difficile il lavoro di associazioni con potenzialità veramente importanti e con talenti, addirittura internazionali, che a Gela non hanno mai trovato una casa”.

L’obiettivo di Melfa sarebbe di riattivare prima possibile tutte le strutture sportive chiuse, per un motivo o per l’altro. “È fondamentale, al più presto, rendere fruibili in città Il PalaLivatino, il PalaCossiga, il kartodromo, il Pala Don Puglisi, lo stadio di calcio “Vincenzo Presti”, creare una pista di atletica e, soprattutto, sarà compito della mia amministrazione, quale uomo di sport da sempre praticato e sostenuto economicamente, rivolgere la massima attenzione e dedizione a tutte le associazioni sportive gelesi e tra queste a quelle del basket, del calcio, della ginnastica, della pallavolo, del tennis, del calcio a cinque, del tennis tavolo, delle attività sportive dei diversamente abili, del kitesurf, dell’atletica, del tiro con l’arco, del nuoto, delle palestre in cui si pratica spinning, arti marziali senza trascurare le tante altre attività sportive outdoor come la mountain bike – conclude – il tutto con l’obiettivo di assicurare a queste bellissime realtà, a differenza di quanto successo fino ad oggi, il massimo del sostegno”.

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