Morto in raffineria, effettuata l’autopsia sul corpo di Lavore: perito depositerà relazione

 
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Gela. Si sono tenuti giovedì i funerali dell’operaio edile Giovanni Lavore, stroncato da un malore mentre lavorava all’interno della raffineria Eni di contrada Piana del Signore. Da diversi mesi era stato assunto da un’azienda dell’indotto. Dopo il decesso, i familiari hanno presentato una denuncia e i pm della procura hanno disposto l’autopsia sul corpo, effettuata mercoledì, a ventiquattro ore dalla morte. La famiglia si è affidata agli avvocati Dionisio Nastasi e Filippo Di Mauro, che hanno scelto un loro consulente di parte. Il sospetto è che l’operaio cinquantaquattrenne sia stato colpito dal malore, probabilmente un infarto, anche a causa dell’eccessivo stress lavorativo (con pesanti turni di lavoro). Un’ipotesi però che dovrà essere verificata sulla scorta dell’esito della consulenza specialistica disposta dai magistrati della procura.

Il perito ha chiesto sessanta giorni per depositare una relazione sulle cause del decesso. Il malore non gli avrebbe concesso alcuno scampo. L’operaio sarebbe stato soccorso dagli operatori sanitari interni alla fabbrica della multinazionale.

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