Radioterapia, slitta ancora l’inaugurazione ma Virgilio parla di primo paziente

 
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Gela. Gli acceleratori lineari della Radioterapia intitolata a “Crocifisso Moscato” non sono stati ancora attivati ma per il commissario dell’Asp, Vittorio Virgilio, la struttura è funzionante “perché è un tutt’uno con quella di San Cataldo”.

Non la pensano allo stesso modo le associazioni appartenenti al comitato per lo sviluppo dell’area gelese, il cui portavoce, Filippo Franzone, ha ribadito al manager dell’Asp l’intenzione di avviare un sit-in di protesta davanti il cancello, ancora chiuso, della Radioterapia, realizzata da un anno nell’ormai ex Ospizio marino.

“Attenderemo ancora fino al trenta settembre l’avvio della struttura di prevenzione e cura delle patologie oncologiche – accusa Franzone – Dal primo ottobre, se la Radioterapia non dovesse aprire i battenti, avvieremo un sit-in ad oltranza. Bisogna dare risposte concrete alla popolazione. Non possiamo accontentarsi dei trasferimenti verso San Cataldo dei pazienti gelesi affetti da patologie tumorali”.

Il commissario Virgilio preferisce annunciare traguardi ottenuti, spiegando, alla presenza di Giovanni Cartia, direttore dell’unità operativa oncologica Gela-San Cataldo, che “il primo paziente gelese è stato trattato.

Domani saranno trattati altri due pazienti e entro fine settimana altri dieci. Attraverso un pullmino climatizzato vengono trasferiti a San Cataldo per la radioterapia e restano a Gela per le cure. Possiamo affermare che presso l’Asp nissena vengono trattati 25 pazienti al giorno contro i 21 della media regionale.

Con l’avvio di Gela, previsto per la fine del mese, avremo ulteriori 15 prestazioni e doppieremo lo standard di tutte le altre strutture oncologiche siciliane. Abbiamo dato una svolta decisiva per l’assistenza ai pazienti del territorio affetti da malattie neoplastiche. Il primo paziente è stato trattato in maniera esaustiva attraverso le strutture dell’Asp – precisa Virgilio – La parte pregnante dell’impegno diagnostico e terapeutico è stato garantito dalle strutture del presidio ospedaliero Vittorio Emanuele” di Gela ma con il contributo sostanziale della radioterapia di San Cataldo.

Entrambe rappresentano un’unica struttura sinergica, organizzata con una linea telematica interna che abbatte le distanze per quanto riguarda la diagnostica e le prescrizioni terapeutiche”.

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