Rapina al Fortè, “ho dichiarato il falso”: l’ex collaboratore nega tutto

 
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Gela. “Le dichiarazioni che ho reso sono false”. L’ex collaboratore di giustizia Roberto Di Stefano, dopo aver fatto un passo indietro rispetto alla scelta di parlare con i magistrati assunta circa un anno fa, si è presentato nuovamente in aula.

E’ stato chiamato a testimoniare nel processo che si sta celebrando ai danni del giovane Saverio Di Stefano, accusato della rapina messa a segno, nel gennaio di un anno fa, all’interno del market Fortè di via San Valentino ad Albani Roccella.
Il testimone, negli scorsi mesi, aveva dichiarato di essere a conoscenza di importanti particolari sul colpo. In sostanza, stando alla sua versione, oltre all’imputato anche un altro giovane avrebbe preso parte all’azione. La pistola utilizzata per la rapina, inoltre, sarebbe stata fornita da un pregiudicato. Roberto Di Stefano, però, ha negato tutto davanti alle domande formulate dal pubblico ministero Silvia Benetti.
Nel corso dell’udienza, inoltre, è stato sentito uno degli operatori in servizio nell’esercizio commerciale. Ha risposto alle domande rivoltegli dal difensore dell’imputato, l’avvocato Salvo Macrì. “Ho riconosciuto il rapinatore – ha spiegato il dipendente – dal taglio degli occhi. Dopo qualche giorno, però, le mie certezze sono un po’ vacillate. Aveva il volto coperto”.
Adesso, la decisione della corte presieduta dal giudice Paolo Fiore, affiancato dai magistrati Manuela Matta e Patrizia Castellano potrebbe arrivare già durante le prossima udienza del 19 giugno.

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