Secondo giorno di protesta del sindaco in ospedale, la politica però non lo condivide

 
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Gela.  Secondo giorno di protesta del sindaco Domenico Messinese in difesa dell’ospedale Vittorio Emanuele.

Il gazebo posto davanti l’ingresso del Vittorio Emanuele si è trasformato in una sorta di Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune “open”. Tanti cittadini ne approfittano per avvicinarsi e chiedere delle situazioni più disparate.

La politica sull’iniziativa eclatante del sindaco si è divisa. C’è chi si è spinto anche a sostenere che Messinese lo faccia apposta per distogliere l’attenzione  dalla sfiducia o ad esempio dalla preannunciata protesta di questa sera in Consiglio comunale.

La battaglia per una sanità migliore dovrebbe coinvolgere l’intera cittadinanza, senza colori politici. Il sindaco denuncia disparità di servizi tra Gela e Caltanissetta. Gela è tra le aree dichiarate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ad alto rischio ambientale eppure è critica nel servizio di oncologia e attende da tempo l’attivazione dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale. “Dopo aver invocato invano l’apertura dell’Utin, l’attivazione di un reparto di senologia all’avanguardia – denuncia il sindaco – dopo aver denunciato il drastico ridimensionamento del reparto di Malattie Infettive, adesso è il Centro Trasfusionale la nuova vittima sacrificale di una politica insensibile che dopo averci negato le risorse economiche adeguate, ora vuole colpirci nella dignità di esseri umani. Oltre che all’utenza, proprio a chi lavora con turni laceranti e condizioni indegne al ‘Vittorio Emanuele’ va tutto il mio sincero sentimento di stima”. La protesta del sindaco di Gela proseguirà fino a quando non gli saranno garantiti risultati concreti per l’ospedale “Vittorio Emanuele”.

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