Spedizione punitiva in carcere contro detenuti stranieri, quindici a processo: anche un gelese

 
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Gela. Avrebbero organizzato una vera e propria spedizione punitiva ai danni di un gruppo di detenuti stranieri, tutti reclusi nel carcere di Caltagirone. Sono quindici i coinvolti, a loro volta in quel periodo ristretti nella stessa struttura. Nelle scorse settimane, è arrivato il rinvio a giudizio, deciso dal gup. Tra questi, c’è anche un gelese (difeso dall’avvocato Rosario Prudenti), che secondo le accuse si sarebbe unito ad un gruppo di catanesi, prendendo di mira i “rivali”. Secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo di vertice. Le vittime del pestaggio riportarono gravi ferite e i quindici ne dovranno rispondere. Nel corso delle indagini e anche durante l’udienza preliminare, le difese hanno messo in discussione il coinvolgimento di tutti gli imputati.

L’aggressione si sarebbe verificata all’interno di una stanza, non coperta da videosorveglianza, e per i legali non sarebbe stato possibile individuare chi agì. Il gup ha però deciso il rinvio a giudizio per tutti gli accusati. Il caso verrà trattato dai giudici del tribunale di Caltagirone, già da settembre.

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