Tari, Bennici: “Cosa vuole farne l’amministrazione dei fondi risparmiati a Timpazzo?”

 
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Il consigliere di FdI Sandra Bennici

Gela. Dallo scorso luglio, i Comuni della Srr4 non pagano la tariffa per il conferimento dei rifiuti a Timpazzo. Un’agevolazione che l’amministratore della “Impianti Srr”, società che gestisce la piattaforma integrata, ha concesso nel pieno dell’emergenza che porta conferimenti ulteriori nel sito locale. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Sandra Bennici si chiede cosa voglia farne l’amministrazione comunale delle somme risparmiate, a seguito dell’agevolazione decisa dalla “Impianti”. “Iniziativa sicuramente lodevole quella della giunta Greco di spostare il pagamento della terza rata Tari, garantendo un contributo ai cittadini con redditi bassi. Il sindaco e la ritrovata maggioranza puntano sull’intervento sulla Tari – dice Bennici – come punto ineludibile del rilancio amministrativo, post-azzeramento, ma dovrebbero spiegare alla città come intendono utilizzare l’importo notevole che l’ente comunale risparmia grazie all’abbattimento dei costi in discarica, per tutta la durata dell’emergenza rifiuti, così come sancito dalla delibera, a firma dell’ingegnere Giovanna Picone, attuale amministratore della Impianti Srr”. Secondo il consigliere Bennici, Greco dovrebbe evitare di concentrare la sua attenzione istituzionale su altro.

“Il primo cittadino ha sicuramente altre priorità, come attivare l’Aro, ma in attesa che la Regione si pronunci, ha prorogato la gestione dei rifiuti alla Tekra.  Eppure – dice ancora – ha sempre sostenuto che il male atavico dei rifiuti gelesi era proprio la Tekra, evidentemente qualcosa sarà cambiata. La sua disputa con l’amministratore della “Impianti” e con il presidente della Srr4 lo ha reso miope davanti ad una delibera che dà la possibilità concreta e reale agli uffici comunali di rimodulare o addirittura azzerare la terza rata Tari. Un sindaco non può comportarsi come l’Orlando Furioso. L’interesse generale deve prevalere su tutto il resto, anche se la delibera portasse la firma di Agramante”.

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