Tariffe d’oro per l’acqua, Gallo: “Ati chiedano restituzione somme, servizio pubblico”

 
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Il segretario Cisl Emanuele Gallo

Gela. “Per il Consiglio di giustizia amministrativa la spesa sostenuta dagli utenti idrici siciliani è eccessiva e in assoluto la più alta del paese. All’esorbitante costo concorrono illegittime e onerose tariffe, applicate dalla Regione Sicilia su sollecitazione di Siciliacque nonché la disastrosa gestione del servizio”. Il segretario generale di Cisl Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Emanuele Gallo è risoluto nel ribadire i punti qualificanti e mortificanti di un giudicato che “deve ora spalancare la strada alla gestione pubblica”. Il sindacalista indica il percorso per ricondurre la gestione idrica “ad un servizio sociale, prima che speculativo, come purtroppo i privati hanno dimostrato”, ribadisce. “La sentenza del Cga è inequivocabile, raccorda le Ati siciliane che dovranno mettere in mora Siciliacque, chiamata a restituire quanto, negli ultimi cinque anni, ha illegittimamente incassato in ragione di tariffe annullate. Se a tale azione non dovessero seguire i rimborsi bisognerà prepararsi ad agire in sede giudiziaria per il riconoscimento di un diritto negato. Infine gli organismi permanenti – aggiunge –  dovranno lavorare a stretto contatto per governare le politiche di sovrambito e quindi determinare investimenti e tariffe sempre per assicurare un servizio idrico efficiente, virtuoso e dal prezzo sostenibile per i cittadini. Non è più tollerabile assistere impotenti a frequenti interruzioni dell’erogazione dell’acqua disposte a piacimento da Siciliacque. Questa società non ha autonomia decisionale ma deve operare in piena sintonia e collaborazione con le assemblee territoriali idriche”. “Come Cisl di Agrigento Caltanissetta Enna – rimarca il segretario generale Emanuele Gallo – rivolgiamo un forte appello ai Comuni delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, affinché promuovano, all’interno delle Ati, il necessario coordinamento per riportare l’acqua nel pubblico come sancito dalla recente sentenza del Cga, dal referendum del giugno del 2011 e dal deludente modo in cui i privati hanno gestito il servizio”.

“I presidenti Ati di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Francesca Valenti, Massimiliano Conti, Nino Cammarata, ora si diano una mossa. Sentenza chiara – conclude – non c’è più tempo da perdere. Con l’acqua non si scherza”. Di recente, l’amministrazione comunale ha dovuto definire un accordo con Eni per evitare che la riduzione delle forniture di Siciliacque potesse avere pesanti ripercussioni su una città, che da sempre risente di disservizi mai veramente sanati.

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