“Terapia intensiva e più posti letto”, Trainito: “Inaccettabile attendere in ambulanza”

 
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Trainito chiede prudenza

Gela. L’emergenza sanitaria in atto sta contribuendo a far emergere i tanti bisogni della sanità locale, ancora oggi tali. L’ospedale “Vittorio Emanuele” si trova in prima linea nel contrasto alla diffusione del Covid, ma con dotazioni sempre più ridotte. La commissione consiliare sanità, presieduta da Rosario Trainito, nonostante le polemiche, da mesi chiede interventi radicali e un rafforzamento di tutte le dotazioni del nosocomio di Caposoprano. Anche prima che la seconda ondata pandemica iniziasse a prendere piede in città, Trainito e gli altri consiglieri della commissione ribadirono la necessità di rivedere, al rialzo, le dotazioni del “Vittorio Emanuele”. Trainito parte da una terapia intensiva, finanziata da Eni, che “è rimasta solo sulla carta come la fornitura dei caschi di ossigeno”, spiega. Ritorna sul sopralluogo degli scorsi mesi in ospedale, condotto anche dall’amministrazione comunale, e ad oggi lo bolla come “una sfilata in pompa magna”. Per Trainito è fondamentale arrivare a risultati concreti. “Faccio un appello in qualità di presidente della commissione sanità. In questa emergenza più volte ho chiesto al sindaco e all’Asp di guardare con molta attenzione al nostro nosocomio, aumentando il personale e i posti letto – spiega – non si può accettare che i pazienti aspettino per ore e ore in un’ambulanza, prima di essere ricoverati. Si provveda subito ad aumentare i posti letto utilizzando gli spazi vuoti dell’ospedale, come quelli al quarto piano. Siamo in emergenza e in poco tempo si possono creare posti letto, le risorse non mancano”. Dal presidente della commissione sanità arriva anche l’allarme per i casi non Covid. “Ricordo inoltre di non mettere da parte i pazienti affetti da altre patologie, come i malati oncologici, cardiopatici e i dializzati. Non vanno dimenticati ma cautelati. Bene ha fatto l’Asp – aggiunge – nella gestione del reparto di medicina, prevedendo venti posti letto in più all’ospedale di Niscemi, dove i pazienti della provincia possono essere ricoverati e curati con attenzione”.

Il consigliere conferma che ad oggi diventa fondamentale dare risposte forti sul fronte della lotta al Covid. “Bisogna acquistare una barella di biocontenimento ad oggi assente in ospedale, causa di molti contagi tra medici ed infermieri. E’ essenziale rafforzare l’attività delle Usca che giornalmente lavorano con fatica e che hanno difficoltà di comunicazione con i medici di famiglia e i pediatri. In settimana – conclude – avrò un colloquio con la direzione sanitaria dell’Asp Cl2 per avere notizie in merito alla direzione che si intende prendere”. La linea del consigliere non cambia. In attesa di decidere il proprio futuro politico, quasi sicuramente lontano dalla lista del sindaco, Trainito in questa fase punta sul fatto che l’amministrazione comunale e le autorità competenti abbiano il dovere di dare risposte sui servizi sanitari, fondamentali sia nell’emergenza che nei periodi di normale gestione del sistema locale.

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