59 giorni per aderire al Consorzio etneo, ci sarà la volontà popolare e politica?

 
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Gela. A Gela rimangono 59 giorni per prendere la più importante decisione degli ultimi due secoli: aderire con il Libero Consorzio di Catania o perire nel Consorzio di Caltanissetta, dove nessun gelese vuole starci un solo giorno di più.

Ieri presso la stanza del Presidente del Consiglio Giuseppe Fava, si è svolto un incontro per decidere il da fare riguardo l’adesione ad altro Libero Consorzio.

Presenti oltre al Presidente Fava promotore dell’incontro, il Sindaco Angelo Fasulo, il dirigente degli Affari Generali Antonio Grisanti ed una delegazione del Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese (CSAG) composta da Adriano Marchisciana, Andrea Alessi e Filippo Franzone.

Si è discusso sulla data in cui svolgere il Consiglio Comunale Straordinario Monotematico per l’adesione ad altro Libero Consorzio. In considerazione della competizione elettorale in atto per le Europee, era già stato concordata la data di lunedì 26 maggio, ma il Sindaco quel giorno è fuori regione, e poi c’è lo spoglio delle elezioni europee che impegnano tanto personale comunale, compreso quello della segreteria della Presidenza del Consiglio Comunale. E’ stato concordato infine, tra tutti i presenti, di spostare per mercoledì 28 maggio 2014 alle ore 20:30 il Consiglio Comunale che sarà invitato ad esprimersi su questa delicata ed importantissima vicenda.

Ovviamente subito dopo la delibera si dovrà pensare al referendum cittadino di convalida della delibera, che dovrà svolgersi entro e non oltre il 15 luglio 2014. A partire da oggi, mancano 59 giorni al 15 luglio, ma non si può certo pensare di fare il referendum in piena estate, ci auguriamo che al massimo entro giugno, si possa indire il referendum.

 

Dunque il 28 maggio sarà un giorno storico per Gela, un appuntamento troppo importante per la comunità gelese, che ha dimostrato, nel tempo, in tutti i modi, il proprio dissenso a rimanere con Caltanissetta. Non è un ripiego, ma l’ultima possibilità di uscire da un territorio che ha sempre limitato lo sviluppo dell’area per paura e per ragioni campanilistiche (vedasi Tribunale; UTIN; Aereoporto; Distaccamenti uffici provinciali; Servizi Sanitari, ecc.).

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