Apertura Greco non basta, vertici dem pronti a lasciare giunta: intesa lontana

 
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Gela. Dopo settimane di attesa, con in mezzo il giudizio al Cga sull’esito elettorale che deve ancora fornire una decisione, il sindaco Lucio Greco, a modo suo, ha aperto agli alleati, a tutti e non solo al Partito Democratico, i cui dirigenti hanno aperto la “crisi” di maggioranza. Nelle scorse ore, ha annunciato nuove consultazioni. Incontrerà i suoi, compresi i dem. L’ennesimo faccia a faccia con il segretario cittadino Peppe Di Cristina, come già ricordato, dovrebbe tenersi domani pomeriggio. “Spero che ciò possa servire a serrare le fila – ha detto il sindaco – a ritrovare lo spirito di squadra laddove si sia perso e a ripartire con nuovo slancio ed entusiasmo, perché i problemi da affrontare sono tanti e i cittadini aspettano, e meritano, risposte”. Gli alleati più critici difficilmente prenderanno iniziative plateali, preferendo non far saltare il banco. Qualche incertezza in più si addensa sul cielo politico democratico. Il vertice informale di venerdì non è servito a molto, non ha dissipato i dubbi. Rimanere in giunta (anche senza condividere la linea amministrativa del sindaco e accettando di convivere con tanti “compagni” che non li vedono di buon occhio) oppure uscire e tenersi le mani libere, senza ordini di scuderia? Nessuno si sbilancia ufficialmente, ma tra le fila democratiche ci sono ormai due scuole di pensiero. Il gruppo nel quale si rivede l’assessore Grazia Robilatte (che nel caso di addio dei dem alla giunta dovrebbe lasciare deleghe e incarico) vorrebbe proseguire, nonostante spesso ci siano state evidenti incomprensioni con il sindaco. L’area di Di Cristina e di altri dirigenti locali (che guiderà il partito a livello provinciale) è invece già pronta a fare le valigie. La visione del sindaco, amministrativa e politica, non l’hanno mai veramente assimilata. Si ritengono fin troppo distanti dalle sue scelte. Non li avrebbe mai veramente coinvolti nel processo decisionale. Il puzzle di inizio anno in giunta ha contribuito a raffreddare ancora di più gli entusiasmo. L’ingresso dell’Udc, quello dell’assessore Giuseppe Licata (ex dem con il dente avvelenato) e uno sdoppiamento di deleghe che la dirigenza democratica ha interpretato come una “nota” di demerito amministrativo, hanno alzato una cortina di incomprensione sempre più densa.

In vista di domani, nessuno parla. Di Cristina però non vorrebbe più proseguire e neanche l’apertura odierna di Greco sembra entusiasmarlo. Del resto, non è la prima volta che il sindaco si dice pronto ad una nuova fase, ma il fronte interno “critico” nel frattempo si è fatto più folto. Forse, già domani potrebbero arrivare conclusioni più dettagliate, senza escludere che tra i dem qualche pezzo possa saltare.

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