Bilancio, ancora un rinvio: il sindaco Fasulo ammonito dai suoi fedelissimi

 
0

Gela. Bilancio di previsione? Ancora, no. Slitta a giovedì pomeriggio, alle 18, la possibile approvazione dello strumento finanziario arrivato in aula a poche settimane dalla fine dell’anno.

Atti lumaca. Doveva essere quella di martedì sera la seduta buona per dire sì, seppur con numeri risicati, al bilancio. Ma così non è stato. Tra i consiglieri, dopo la stangata estiva imposta dalla procura della Corte dei conti regionale che ha comminato il pagamento di salate sanzioni, si è scatenata la “fobia” dei numeri. In pochi sembrano avere sicurezze quando si parla di bilancio. “Purtroppo – hanno attaccato gli esponenti di Articolo 4 Terenziano Di Stefano e Giuseppe Di Dio – la colpa non è certo del consiglio comunale. La responsabilità è di chi non lavora come dovrebbe. Abbiamo ricevuto direttamente in aula il parere favorevole dei revisori dei conti all’emendamento presentato dal sindaco. Ma è mai possibile? Cosa volete da noi? In questo modo, come dovremmo studiare gli atti e metterci al riparo dai rischi?”.
Proprio il collegio dei revisori dei conti ha detto sì all’emendamento al bilancio presentato dal sindaco Angelo Fasulo dopo l’ufficializzazione del taglio da oltre due milioni di euro imposto dal governo ai trasferimenti destinati a Palazzo di Città. Contemporaneamente, il sì è scattato anche per l’intero bilancio di previsione.

I revisori non convincono. Due piccioni con un’unica fava? In pochi, però, hanno gradito le risposte arrivate dai revisori e la scelta di sintetizzare in unico atto i due pareri. “Voi – è intervenuto stizzito il capogruppo Pd Giacomo Gulizzi – dovete limitarvi a pareri tecnici che, di certo, non si rispecchiano nella nota d’approvazione sia dell’emendamento sia del bilancio. Invece, chiedo di preparare un prospetto complessivo nel quale indicare, intervento per intervento, tutto quello che si è già messo in campo per rispondere alle contestazioni della Corte dei conti. Solo in questo modo, potremmo far capire a giudici e magistrati quale percorso è stato intrapreso per risanare i debiti dell’ente”.
Per questo motivo, dopo una precedente richiesta formulata dal consigliere del Megafono Maria Pingo, è stato proprio il capogruppo Pd a far mettere ai voti la proposta di rinviare a giovedì.

La spada di Damocle… Insomma, troppo poco tempo per analizzare immediatamente atti e allegati al bilancio. “E’ ora di finirla – è intervenuto il socialista Piero Lo Nigro – non si può arrivare in aula con il bilancio di previsione e imporre la spada di Damocle del voto immediato. Questo, non lo consento a nessuno e neanche al sindaco. Dal precedente rinvio, sono trascorsi diversi giorni ma arriviamo sempre con l’acqua alla gola e sotto il peso di lavoratori da pagare o stipendi da coprire. Tutto questo non va bene”.

Priorità ai debiti. Molto realista è parso il dirigente del settore bilancio Alberto Depetro, intervenuto su richiesta di diversi consiglieri. “Non credo – ha spiegato – che sia così facile preparare un prospetto di tutti gli interventi messi in campo per rispondere alle richieste della Corte dei conti. Il taglio da oltre due milioni di euro ai trasferimenti imposto dal governo ha avuto l’effetto di una bomba. Ci ha tagliato ogni prospettiva. Cercherò fino al 31 dicembre di far quadrare i conti. Bisogna coprire per intero anche circa quattro milioni di euro di debiti fuori bilancio su un totale di quattordici. Non so ancora se riusciremo a farlo per intero. Certamente, quelli che possono essere dirottati sull’esercizio 2015 lo saranno”.

La maggioranza fredda con il sindaco. Davanti al bilancio arrivato in aula, almeno da un punto di vista strategico, sembra essersi riaperta una frattura tra il sindaco Angelo Fasulo e alcuni dei suoi strettissimi alleati. Neanche i consiglieri autonomisti dell’ex Mpa sono apparsi soddisfati davanti alla volontà del sindaco Angelo Fasulo di voler necessariamente andare avanti nella trattazione degli atti nonostante la necessità di un maggiore approfondimento. “Oramai – ha invece spiegato l’altro democratico Nuccio Cafà – è passata una logica per la quale chiunque chieda spiegazioni o approfondimenti sul bilancio diventa un intralcio per il pagamento degli stipendi ai lavoratori comunali o per l’avvio di servizi essenziali”. Alla fine, il rinvio chiesto da Gulizzi è stato accolto dall’aula. Di certo, le prossime ore saranno molto convulse tra gli uffici municipali. Il bilancio di previsione chiama nonostante, alla fine dell’anno, possa dire veramente ben poco.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here