“Con Greco se farà scelte coraggiose”, Di Cristina: “Riaprire dialogo anche con Iv”

 
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Di Cristina non chiude a Greco ma guarda alla "rinascita" del centrosinistra cittadino

Gela. Ieri, si sono uniti al resto dell’opposizione, non partecipando al voto sul documento finale della maggioranza che avrebbe dovuto supportare l’azione del sindaco Lucio Greco rispetto alla crisi idrica. I dem non hanno appoggiato la linea della coalizione “arcobaleno” dell’avvocato. Dopo l’uscita dalla giunta, hanno le mani libere, non che prima avessero dimostrato eccessiva sudditanza, anzi. Il rapporto politico tra Pd e Greco va avanti alla giornata, senza nessun preciso impegno. Dalla segreteria provinciale, però, qualche espressa concessione la fanno. “Il Pd si è dimostrato coerente, anche nel corso della seduta monotematica sulla crisi idrica – dice il segretario Peppe Di Cristina – il partito però non farà mai opposizione alla città. Se il sindaco Lucio Greco dimostrerà coraggio su scelte importanti, noi lo sosterremo, ma senza presenza in giunta. Mi riferisco a temi come la Zona economica speciale e il Piano per il Sud. Lo invito anche ad avere coraggio nei rapporti con la Regione, che continua a prenderci in giro, tagliando i fondi per i progetti. Nella sua maggioranza, c’è qualche imbroglione che ancora tenta di negare l’evidenza”. Il neo segretario provinciale ha appena fissato la prima direzione territoriale, che si terrà nel corso della “Festa dell’Unità”, prevista a Serradifalco dal 21 al 24 agosto. Il partito cittadino rinnoverà le cariche ad ottobre, ma prima di quella data Di Cristina cercherà di riportare in città il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, uno dei suoi più stretti riferimenti politici.

L’ex segretario cittadino, che può certamente contare sulla vicinanza politica del segretario regionale Anthony Barbagallo, pare destinato a prendere le redini di un dipartimento del partito, in base a quelle che saranno le decisioni del Pd isolano. Al congresso che lo ha eletto alla guida dei democratici della provincia (un passo quasi preliminare alla più che probabile candidatura alle prossime elezioni regionali), si è presentato dopo l’addio all’esperimento politico della giunta Greco. E’ inevitabile che adesso i democratici guardino ad altri scenari. “Io credo molto all’attuale perimetro del governo nazionale, che va dal Pd al Movimento cinquestelle, passando per Leu e Italia Viva – aggiunge – ritengo che lo si possa costruire prima delle prossime regionali e riproporlo in città. Anche con Italia Viva il dialogo deve esserci. E’ finito il tempo dei lunghi coltelli nel centrosinistra cittadino. Possiamo ricostruirlo. Ho chiesto scusa per gli errori del passato, anche se non sono stato io a causarli. Se c’è una nuova generazione, il dovere è quello di dialogare. Fossi nel sindaco, invece, inizierei a preoccuparmi. Avere solo nove consiglieri di maggioranza che sostengono il documento sulla crisi idrica, nonostante l’allargamento in giunta, mi sembra un segnale piuttosto pericoloso. Ripeto, noi siamo coerentemente all’opposizione, ma non della città, e non staremo mai insieme a Lega e Fratelli d’Italia”. Per la prima volta, almeno in modo esplicito, Di Cristina si rivolge ai rivali interni al centrosinistra locale, come quelli confluiti in Italia Viva, mostrandosi piuttosto disponibile ad una “ripartenza”, ma a precise condizioni.

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