Fiamme ad un immobile in centro, “dalle immagini abbiamo riconosciuto Ascia”

 
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Gela. I poliziotti lo riconobbero visionando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Lo ha confermato, questa mattina davanti al giudice Fabrizio Giannola, uno degli agenti che si occupò delle indagini partite a seguito dell’incendio di un immobile, in pieno centro storico. A processo, ne risponde il quarantaseienne Davide Ascia. Secondo gli investigatori, le fiamme all’abitazione le avrebbe appiccate per ripicca verso un conoscente che viveva nell’immobile: pare gli avesse negato di ospitarlo per qualche giorno. I poliziotti chiamati a testimoniare in aula hanno risposto alle domande del pm Gesualda Perspicace e del legale di difesa, l’avvocato Rosario Prudenti. Il difensore ha cercato riscontri più approfonditi dai testimoni. Mette in discussione l’identificazione di Ascia.

L’imputato, che ha diversi precedenti penali alle spalle, non ha mai ammesso di aver incendiato l’immobile. I poliziotti hanno parlato di un rogo che i vigili del fuoco ebbero difficoltà ad arginare e poi ad estinguere. I primi ad accorgersi di quanto stava accadendo fuorono alcuni residenti della zona. Le fiamme si esterso ad un piano superiore. Secondo le contestazioni, Ascia avrebbe forzato la porta d’ingresso.

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