Ancora incatenato davanti al tribunale, “cerco solo di sapere dove sono i miei figli”

 
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Giacomo Alessandro Buccheri

Gela. Per la terza volta, nell’arco di poche settimane, il quarantunenne niscemese Giacomo Alessandro Buccheri, è tornato a protestare nei pressi dell’ingresso principale di palazzo di giustizia. Dal pomeriggio di oggi, si è ancora una volta incatenato. Chiede di poter vedere i figli. Spiega di non averne notizia da circa cinque mesi. E’ stato sottoposto ad un provvedimento che gli vieta l’avvicinamento. Anche nelle precedenti occasioni, ha lamentato di sentirsi abbandonato. I procedimenti, anche penali, partiti a seguito di denunce dell’ex consorte, non gli hanno permesso di mantenere il lavoro che aveva a Gela. Economicamente in difficoltà, attende risposte dai giudici ai quali si è rivolto il suo legale, soprattutto per tentare di arrivare alla revoca del divieto di avvicinamento. Nell’ultimo periodo, ha in alcune occasioni dormito all’interno della propria automobile.

Non ha un posto fisso nel quale risiedere. Oggi ha deciso di stare nuovamente davanti palazzo di giustizia. “Questa volta – dice – non escludo di rimanere incatenato fino a quando non ci saranno novità sui miei figli. Non so neanche dove siano”.

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