I pro-Greco terranno? Di Stefano, “più confronto ma no a Pd”: Trainito, “Musumeci? Non c’è nulla”

 
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Trainito, Greco e Di Stefano durante la campagna elettorale

Gela. Da destra a sinistra, senza dimenticare i “civici”. Nella maggioranza del sindaco Lucio Greco, sembra tempo di “correnti”. Ufficialmente, tanti alleati dell’avvocato sono impegnati nel costruire gruppi e sottogruppi “solo per rafforzare l’azione del sindaco”. C’è anche chi esce allo scoperto. Ieri sera, come avevamo preannunciato, c’è stato un incontro piuttosto informale, in una pizzeria, tra dem e “civici” di “Una Buona Idea”. Consiglieri, assessori e dirigenti hanno fatto il punto della situazione, immortalati da uno scatto fotografico. Vogliono andare avanti e siglare una specie di patto di intenti, pur rimanendo fedeli ad un sindaco, che negli ultimi tempi non li ha convinti del tutto. Chiedono collegialità nelle scelte. La parola d’ordine sembra “condivisione”, quella che non c’è stata quando si è trattato di nominare il nuovo amministratore della Ghelas, l’imprenditore Francesco Trainito, o di stoppare l’ingresso in giunta di due assessori. “Chiedere un confronto nelle scelte – dice il vicesindaco Terenziano Di Stefano che ieri era presente alla cena – non è chiedere la luna”. Il numero due della giunta (in quota “Una Buona Idea”), anche se non lo dà a vedere, qualche riserva sulle ultime mosse di Greco ce l’ha. “Ci deve essere condivisione nell’azione programmatica – precisa – e so che il sindaco ha le idee chiare su ciò che vuole fare”. Intorno allo stesso tavolo, c’erano una parte della giunta, con Di Stefano anche l’assessore dem Grazia Robilatte, e lo stato maggiore del Pd. Il segretario cittadino Peppe Di Cristina crede nella possibilità di dare vita ad un’area, numericamente più consistente, che all’assise civica possa fare da base per un nuovo centrosinistra. Tiene costantemente i rapporti con i consiglieri di “Una Buona Idea” e con il gruppo dirigente (c’erano tutti alla cena “civica”). Di Stefano, glissa sull’aspetto più prettamente politico. “La concertazione deve esserci, anche sulle nomine – aggiunge – ora, è arrivato il momento di fare sul serio. I problemi ci sono, anche per finalizzare i progetti, e ognuno deve mettere sul tavolo le proprie idee. Abbiamo un consistente apporto di finanziamenti pubblici, ma bisogna finalizzarli. Il Pd? Il confronto c’è con tutti, nessuno escluso. E’ un partito strutturato e ha regole precise. Anche il nostro movimento è strutturato, con precisi parametri. Escludo che “Una Buona Idea” possa entrare nel Pd”.

Ma se c’è l’area che guarda, probabilmente alla rinascita del centrosinistra locale, non mancano i sostenitori di Greco, che invece si rivedono in altri lidi e non sembrano condividere la “corrente” dem-“civici”. Durante il vertice di maggioranza di martedì, il consigliere di “Un’Altra Gela” Rosario Trainito, nonostante gli stretti rapporti politici che lo legano al sindaco e ai suoi “fedelissimi”, ha comunque ribadito la necessità di un confronto costante e di un maggiore coinvolgimento nelle scelte. “Non possiamo attendere i giornali per venire a conoscenza delle decisioni del sindaco – dice – ho chiesto maggiore dialogo”. Trainito, ieri sera, mentre i compagni di avventura erano impegnati nella cena “civica”, ha avuto modo di incontrare, seppur per altri impegni istituzionali, sia il presidente dell’assise civica Salvatore Sammito che l’esponente dell’area Musumeci Vincenzo Cascino. Anche in questo caso, sono finiti a cena (con l’immancabile foto postata sui social). “Siamo stati invitati ad assistere alla seduta di consiglio comunale a Niscemi, all’ordine del giorno c’era la vicenda Caltaqua – spiega – poi, c’è stata una cena, ma senza risvolti politici. L’area Musumeci? Per ora, non sono interessato. Faccio parte di “Un’Altra Gela” e non ho intenzione di aderire ad altri progetti politici. L’incontro con l’assessore regionale Ruggiero Razza l’ho chiesto solo per valutare i problemi più urgenti del sistema sanitario locale”. Trainito non sembra voler sfidare gli alleati, facendo brillare la miccia dello scontro interno. “Come in tutte le famiglie – conclude – ci possono essere incomprensioni e litigi, ma poi si torna a ragionare, chiarendosi. Siamo solo alla fase iniziale della nostra esperienza di governo della città. Il resto sono chiacchiere da bar”.

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